RICERCA DELL'ANIMA PERDUTA -4

 


Percorso sull’anima (conferenza 4)

Siamo rimasti un po smarriti nella conferenza scorsa, un po per strada, allo sbaraglio, nel nichilismo... trovarsi ad una certa età e non sapere "Chi sei?" è dura, sentire parlare di anima e non sapere se davvero esiste, è un po deludente... ma quando sei giovane si ha la sindrome dell'eterna giovinezza, pensi che c'è sempre tempo, ecco perché rimandi tutto all'indomani... quando invece arrivi ad una certa età, capisci che il tempo passa sempre più in fretta. La paura non è di morire ma scoprire che non sei vissuto, che hai sprecato l'unica opportunità che avevi per sapere "per cosa o per chi o perché sei venuto a questo mondo?"; a me non piace invece la domanda "cosa sei venuto a fare al mondo?" è molto da produzione, infatti oggi molti ti chiedono "cosa fai nella vita?", questo è l'importante per la mentalità di consumo e capitalismo, la dimensione del FARE. A volte quando chiedo "tu chi sei?" alcuni sono così identificati con l'azione, con l'essere macchine, che rispondono "io faccio la mamma oppure io faccio il ministro o io faccio lo psicologo".... questo è deprimente, perché tu compi un ruolo e lì finisce la tua esistenza (come il robot Terminator), appunto come le cose o le macchine. No, tu sei molto di più, sei altro. Alla domanda "Tu chi sei?" moltissimi credono che sia una domanda scontata, persino stupida invece, come vedremo adesso, siamo noi alla fine gli stupidi che non sappiamo rispondere ad una domanda che ha una portata enorme.... anzi è una domanda così pesante che sembra la classica domanda dei bambini a bruciapelo che mette in scacco matto ogni genitore.

In diverse conferenze al quesito "chi sei?" ho ricevuto le risposte più svariate:
- io sono Maria ! (ok ma io non ti ho chiesto come ti chiami, ma chi sei?)
- io sono un maschio onesto (ok, ma io non ti ho chiesto il genere, se maschio o femmina e neppure qual è il tuo comportamento se onesto o meno)
- io sono una segretaria (ok, ma non ti ho chiesto che lavoro fai nella vita, bensì chi sei?)
- io sono un essere umano (ok, bene, ma io non ti ho chiesto che tipologia ontologica sei, cioè che tipo di essere, se umano, vegetale, animale, spirituale... ma chi sei?)
- io sono americano (ok ma io non ti ho chiesto la nazionalità)
- io sono un tuo amico (ok, ma io non ti ho chiesto di chi sei amico)
- io sono intelligente (ok, ma io non ti ho chiesto che qualità ti definisce)
- io sono una persona felice (ok, benissimo, ma io non ti ho chiesto il tuo stato d'animo, se felice o triste)
e così via .... l'ultima volta che feci una conferenza pubblica, ricordo che ero con un gruppo di 60 ragazzi 18enni, era una autogestione in un liceo classico. 60 ragazzi e 60 risposte... nessuno mi ha detto chi era. Ricordo che si fece un silenzio gelido in aula, erano sconcertati non sapere chi erano, figuriamoci ed avevano appena 18 anni, ho detto loro di non preoccuparsi, erano nell'età giusta per scoprirlo, il peggio è quando arrivi, come dice Dante, al mezzo del cammin della nostra vita (intorno ai 40 anni) e non sappiamo darci una risposta, allora ci ritroviamo per una selva scuro e la retta via crediamo smarrita.

Avete capito che stiamo entrando nell'inferno dantesco? Oppure stiamo davanti alle porte del tempio di Delfi dove si legge la massima "Conosci te stesso" . Le persone andavano al tempio di Delfi per sentire l'oracolo, una parola che li avrebbe trasformati, infatti quella scritta ( gnōthi sautón ) ha un altro significato: se entri qui nel tempio non sarai mai più te stesso; sapete perché molti non vogliono intraprendere un cammino spirituale? perché percepiscono che devono cambiare e rinunciare a troppe cose quindi meglio scappano. Woody Allen disse "Vuoi essere un altro? incomincia ad essere te stesso e vedrai come cambi".

Dunque CONOSCI TE STESSO (nosce te ipsum) ... Ma come si fa? Nominando un "io", una parte di sé che osserva la propria meccanicità dei comportamenti fisici, emotivi e mentali. Ci ho provato per anni a nominare un "io" che mi facesse di terza persona dal di fuori per osservarmi, ma inizialmente mi sono soltanto illuso ed ingannato. Perché? perché il IO da solo si rispecchia e si inganna (specchio specchio delle mie brame chi è il più bello, bravo, intelligente, forte...?), mi spiego meglio: L'occhio vede ma non vede se stesso, un dente morde ma non si può mordere da solo, una mano prende ma da sola non si può prendere, lo stesso il cervello da solo non si può capire e il cuore da solo non si può auto sentire (provate a baciarvi ad uno specchio... mica ricevete un bacio vero? sentite che baciate un vetro ma non ricevete nulla dall'altra parte), quindi anche il cervello da solo si auto riflette, attenzione al pericolo: lui ti dice che noi sei pazzo, ma tu ci credi? e qui giace una delle più grandi disgrazie umane: noi crediamo che sia vero tutto quello che ci piace a prescindere. Quindi abbiamo bisogno del confronto esterno, perché? in termini filosofici si dice "noi non siamo esseri auto determinanti" e cioè che da solo non posso arrivarci nemmeno alla mia vera solitudine, perché siamo esseri in relazione (nati anche da una relazione: padre e madre), anche un atomo da solo non produce campo elettrico (non c'è luce= conoscenza=verità). Dunque serve nominare un "Tu" esterno. Da solo posso venissimo ingannarmi, tipo dire che sono bravo, che ho ragione, che quel che penso è giusto, che il mio Dio è quello vero, che la mia città è la più bella del modo, ecc... ecc... ma continuerò sempre a cantarmela e suonarmela da solo!. La natura ha disposto l'altro (l'alterità) l'essere in due per comprendere la bellezza della dualità. Col tu il Io conosce il dialogo che significa comprendere quanto distanti siamo noi due, quanto diversi (dia = opposto e logos = ragionamento) ed è dalla diversità che io inizio a comprendere me stesso, non dall'uguaglianza. E' facile trovare un amico che mi è complice: a tutti e due ci piace drogarci quindi siamo a posto! no, così non funziona. Prima cosa dunque dobbiamo trovare un Tu, Dante all'inferno trova subito un Virgilio per esempio.

Se il TU è il tuo compagno, alla tua altezza e alla tua bassezza, sarebbe l'ideale perfetto, con il compagno non ti puoi sbagliare: col tempo viene fuori il tuo caratteraccio, i tuoi difetti, i tuoi limiti ma anche le tue virtù, qualità e potenzialità. La vita di coppia è una psicoterapia naturale di una raffinata qualità e profondità, la natura ci pensa a tutto (non ho capito perché andate a spendere 50 euro dallo psicanalista che vi fa le stesse domande che vi fa la moglie o il marito o la suocera o la mamma.... la natura ci pensa a tutto credetemi). Quando ti guardi negli occhi amorosi del tuo compagno vedi oltre la tua mente, oltre il tuo cuore, nel bene e nel male, il IO dell'amato è l'orizzonte più basto che io abbia mai conosciuto e sentito; poi siccome il tuo compagno ti ama, hai la fiducia di non scoraggiarti quando verrà fuori l'inferno, perché l'altro non mollerà e tu farai lo stesso per lui o lei.

C'è anche la possibilità di farlo DA SOLI in modo assoluto, nominando questo io dall'io stesso: io mi nomino mio giudice ( si nomina tra parenti come in burocrazia... "nomino mio figlio vice preside", tutto rimane in famiglia, quindi nepotismo mentale), ma è molto rischioso, perché quando reo e giudice sono la stessa persona di solito il reo sarà sempre libero e giudicato innocente; ci vuole perciò una lucidità mentale non indifferente, una probità intellettuale molto avanzata e matura, una sincerità con se stessi da illuminati. Io l'unico ponte che ho potuto veramente attraversare per arrivare al IO è stato un TU (questo è dualità pura ed assoluta, il io da solo crea il dualismo perché non esce mai da sé e vede solo una parte contrapposta all'altra, è un pupo che da solo non cammina, gli ci vuole il passeggino , il Tu , la mano amica), eppure ci ho provato da solo per molti anni (ho fatto vita eremitica nel deserto senza contatto alcuno con la civiltà per moltissimi anni) ma quella resta una strada pericolosa ed illusoria, un vero miraggio psichico. L'essere umano è relazionale per natura, neppure Dio è solo (è trino: padre figlio e spirito, come dicono i cattolici, ma lo dicono tantissime religioni), quelle monoteiste assolute sono bombe atomiche psichiche (ecco perché i loro seguaci fanno presto a farsi saltare in aria senza nessun problema, anche il loro Dio è un kamikaze spietato), il monoteismo è comunque un estremismo e chi va agli estremi perde sempre di vista l'altro estremo, l'equilibrio, la dualità.
Concludiamo quindi dicendo che il libretto di istruzione per questo aggeggio chiamato "essere umano" che stiamo cercando dalla prima conferenza, se ben ricordate, va scritto da noi ma non da soli, abbiamo bisogno di un altro, va scritto a 4 mani, a 4 occhi e due cuori e due cervelli.... qualcuno mi dirà: insomma tutta una conferenza per una domanda a cui non abbiamo dato neppure una risposta.... chi sei?.... Avete ragione. Ma vi lascio con una riflessione:

Alla domanda chi sei.... quasi tutti rispondo pensando alla dimensione dell'AVERE non dell' ESSERE , ecco perché rispondono "ho un nome (sono Maria), ho un lavoro (sono segretaria), ho un amico (sono tuo amico), ho uno stato d'animo (sono felice), ho una nazionalità (sono americano).... perché noi siamo stati abituati ad identificarci con le cose e non con se stessi. Infatti nella prossima conferenza il compito è questo: svuotarci da tutta questa melma che ci hanno messo addosso (etichette) iniziando col nome e cognome che non sono nostri ma loro, i nomi che piacevano ai nostri genitori non a noi. Pensate ad una persona che credete di conoscere e chiedetevi il perché la conosci? perché sai come si chiama, dove abita, perché sai chi sono i suoi genitori, che lavoro fa? ... ecco sono tutte cose che quella persona HA ma non è quello che la persona E'. Noi viviamo circondati da sconosciuti e poi ci meravigliamo che ci tradiscono o ci spettegolano addosso o ci sfruttano. Abbiamo capito quanto è difficile risponde a questa semplicissima domanda "Tu Chi Sei?".... e noi stiamo cercando l'anima e ci imbattiamo subito col dilemma di non sapere neppure chi siamo, appunto perché l'anima si nasconde dietro questo velo e questo velo va, non strappato, ma Rivelato, ma sarà per la prossima questa rivelazione.
Grazie della vostra attenzione ... alla prossima !

Magdalena☯Samuel☯

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