RICERCA DELL'ANIMA PERDUTA - 10

 

ODORARE SE STESSI
Ripassiamo la stessa procedura come per i sensi precedenti. La vista cerca di vedere tutto ma non vediamo se stessi, l'udito cerca di ascoltare tutto ma non ascoltiamo noi stessi, l'olfato uguale, odoriamo tutto ma non sentiamo il nostro odore e siccome l'odore sta collegato all'intuito (che è il distillato del pensiero e l'aroma dell'emozione) non riusciamo a cogliere l'essenza delle cose perchè l'olfato è bloccato nella sua sfera o contatto interno con lo spirito, per cui  l'esercizio corrispondente per svegliare il senso interno (intuito) ed affinare quello esterno (olfato) è la tecnica della sana e giusta respirazione. Altrove abbiamo fatto la conferenza sul problema del vizio del fumo ed anche come la nostra vita incentrata nell'esteriorità e la razionalità ci porta a perdere la capacità di respirare, cioè di prendere il giusto ossigeno attraverso la respirazione: meno ossigeno più il nostro sistema nervoso è agitato (come se non funzionasse l'impianto di raffreddamento). Rivediamo di nuovo alcuni punti fondamentali:

IMPARARE A RESPIRARE 
(più sei represso è più superficiale è il tuo respiro)
Vi può sembrare assurdo, ma oggi il ritmo frenetico della vita nonché le frustrazioni e le ansietà, portano le persone a non sapere respirare in maniera giusta. Per respirare non basta aprire la bocca o ispirare l'aria dalle narici. La vita umana è quella porzione di coscienza che va dal primo respiro autonomo, la nascita, all'esalazione dell’ultimo respiro, la nostra morte fisica. In mezzo a questi due punti c’è la vita e come la viviamo. Ci sono due aspetti del respiro: uno anatomo-fisiologico e uno energetico. L’aspetto anatomo-fisiologico è facilmente comprensibile: attraverso l'aria noi ossigeniamo poi tutto il corpo (il sangue prende dai polmoni l'ossigeno e lo porta al resto degli organi), è scontato dire che l'aria di città non è più naturale ed è salutare cercare campi montagna e mare per respirare sano. Ma dal punto di vista energetico noi prendiamo l'aria in misura tale al nostro livello spirituale interiore: la quantità d'aria che le persone di solito prendono non è che 2/3 della capacità polmonare, per cui 1/3 d'aria resta sempre nei polmoni inattiva (ed è aria non ossigenata, quindi sporca di anidride carbonica). ATTENZIONE: è inutile cercare in maniera forzata di fare mille esercizi Yoga per respirare profondo spingendo il diaframma e via dicendo; perchè? perchè la profondità e la lentezza del respiro corrispondono alla profondità della consapevolezza e alla pace del cuore che calmano il respiro. Le persone ansiose e nervose, per esempio, respirano in fretta, hanno bisogno di più ossigeno, come un radiatore riscaldato ha bisogno di aria fresca; fare qualche boccata d'aria profonda e lenta aiuta lì per lì, ma non risolve il problema di fondo. E' quindi importante aggiungere questa consapevolezza del respiro alla nostra meditazione, ma sapere che non basta solo respirare per guarire, ma sapere respirare bene attiva in noi la consapevolezza. Vedrete in poco tempo i frutti: migliore circolazione, quindi più calore nelle mani e nei piedi, migliore digestione, migliore qualità di sonno, maggiore rilassamento generale, tono muscolare e psichico brillanti, memoria logica e ragionamenti più chiari e trasparenti, insomma una qualità di vita più ossigenata!

ARIA E CONSAPEVOLEZZA
L'aria è vita, come lo è la verità per l'anima. Le persone represse non riescono a fare respiri profondi, sono intasati, come l'anima piena di paure, odio, rancore, l'aria non arriva alla radice dei polmoni. Ad un anima profonda corrisponde una respirazione profonda, ad una anima superficiale corrisponde un respiro ansioso. Una persona piena nella consapevolezza respira in maniera piena. Alcuni hanno una vita così caotica che persino il loro respiro è rumoroso. L'aria rimanente che di solito non riusciamo a espellere in ogni aspirazione è la corrispondenza di ciò che rimane in noi nascosto, latente e ci condiziona sempre a vivere bloccati e controllati. Se non sai arrivarsi dal di dentro con la psiche, aiutati dal di fuori abituandoti ogni tanto a fare respirazioni profonde ed evacuando il più possibile l'aria rimanete dei polmoni.


I POLMONI SONO ANCHE OSSIGENO PER L'ANIMA
L'essere umano è l'energia di miscelazione del Cielo e della Terra: respiriamo aria che viene dal Cielo e il cibo che mangiamo viene dalla terra. Per questo è importante avere dei polmoni e lo stomaco ottimali. Le persone con polmoni sani tendono a mantenere i loro principi e rispettano i loro obblighi, hanno coraggio, la loro mente è più lucida, quando è il momento di disfarsi di un oggetto o terminare una relazione lo fanno senza sentirsi soffocare o senz'aria, non rilevano alcuna repressione emotiva, sentono il dolore e la tristezza, ma risolvono presto e si rianimano con vigore, ma le persone con i polmoni deboli hanno poca lucidità, le manca l'aria in qualsiasi problema, con la separazione di un partner crea confusione o depressioni fino a non mangiare non dormire e allo sfinimento. Nei post precedenti abbiamo parlato come respirare, esercizi pratici per imparare a prendere in modo salutare l'aria nella meditazione, perchè tutto dipende da come noi assorbiamo le energie, anche una persona buona di cuore può prendere così a cuore i problemi (aria malsana) altrui da avvelenarsi l'anima, appunto perchè assorbe le tossine con più intensità e non le rilascia facilmente. Non ci meravigliamo se sono spesso le persone buone che soffrono e si ammalano inspiegabilmente.

LA VITA E' UNA PARENTESI TRA DUE RESPIRI 
Quando nasciamo prendiamo il primo respiro, è il primo passo per vivere ed alla fine quando esaliamo l'ultimo respiro la vita finisce. Il respiro è il principio e la fine. La vita inizia con un’inspirazione e finisce con un’espirazione. Eppure anche se la vita sta nell'aria, a sua volta l'aria proviene da un elemento superiore: il fuoco che si alimenta proprio di aria. Nel nostro corpo il fuoco corrisponde al cuore mentre i polmoni sono come il soffio che anima costantemente il fuoco del  cuore. A questo punto è importante ricordare l'allegoria biblica quando dice che Dio fece l'uomo soffiando sulle cenere (attenzione la traduzione corretta è CENERE - aphar in ebraico - non polvere, formando l'uomo dalla cenere si sottintende che l'uomo fu fatto d auna materia bruciata), soffiare su quelle cenere è come attizzare un carbone, cercare di mantenere in vita il calore perso. Se noi impariamo a respirare bene troviamo il centro di quella cenere e sapremo darci vita, guarire delle nostre stesse malattie, curarci e purificarci con lo stesso soffio dello spirito. 

LA PROFONDITA DEL RESPIRO
In precedenza abbiamo spiegato l'importanza della respirazione diaframmatica, ci permette di prendere tanto ossigeno e di espellere tanta anidride carbonica, respirare bene e come masticare bene, sono due funzioni che aiutano tutto il corpo ad affaticarsi meno ed assimilare di più energie. Se mastichiamo bene prendiamo più energia (perchè lo stomaco non deve sprecarle per fare il doppio) uguale se respiriamo bene: prendiamo più ossigeno e il sangue alimenta meglio tutto l'organismo. Stanchezza e nervosismo hanno le sue radici nel non sapere nè respirare nè digerire bene (la digestione inizia nella bocca, masticando lentamente e non in fretta). Chi respirare in fretta? chi è ansioso, chi ha paura, chi è adirato, ha troppa aria viziata nel polmoni e di conseguenza è intossicato. La respirazione profonda è un esercizio magnifico che bisogna pensare a praticare, poiché rinnova le energie.
L'esercizio più facile, senza sforzare il corpo inizialmente altrimenti la fatica vi farà perdere la costanza, è quello di farlo ogni tanto durante la giornata: espellere tutta l'aria che avete nei polmoni, aiutatevi comprimendo i muscoli dell'addome, in quel modo la pancia rientra dentro la cassa toracica dal di sotto e spinge i polmoni a svuotarsi, poi fate una bella inspirazione bella abbondante (ma lentamente senza violenza), prendete quanta più aria vi sia possibile e trattenetela dentro per 5 secondi (ecco in quel momento i polmoni masticano, l'aria, la digeriscono, ne prendono tutto l'ossigeno possibile), poi iniziate lentamente ad espirare, il più lentamente possibile fino a ripetere lo svuotamento totale dei polmoni. In questo modo i polmoni si riposano, invece di fare 40-50 contrazioni in 1 minuto ne faranno soltanto 20 più o meno. Metà lavoro prendendo il doppio di ossigeno e di energie. Fate questo esercizio quando siete stanchi, adirati, ansiosi, preoccupati... vedrete come il cervello si ossigena ed inizia a vedere le cose con più chiarezza, il cuore si rilassa e torna la forza di volontà e l'iniziativa. Scoprirete così quel movimento di flusso e riflusso che è la chiave di tutti i ritmi dell’Universo, perchè i polmoni come l'universo ha lo stesso movimento: contrazione ed expansione, man mano che impariamo a respirare si apre anche la comunicazione con l'universo, l'armonia. Il nostro respiro è la lunghezza d'onda con la vibrazione universale, se respiriamo allo stesso ritmo possiamo intenderci con l'universo intero, perchè ci sarà sintonia nell'aria. Fate questo esercizio senza forzature, il corpo steso vi dirà quando state esagerando, non avventurarvi in esercizi complicati; voi non siete degli yogi indiani, e se non siete prudenti e ragionevoli, rischiate di perdere l’equilibrio e di rovinarvi la salute come già è accaduto a molti.
Esiste per ciascuno un particolare metodo e un particolare ritmo che occorre trovare ascoltando il proprio corpo, ma da questo esercizio dipende il moto e il buon inizio di un attività fisica in buona salute e spirituale in lucida forma, per intraprendere un lavoro spirituale in buone condizioni, è necessario introdurre prima l’armonia nel vostro modo di nutrirvi e di respirare. 

CIRCOLAZIONE DEL PRANA
Abbiamo già spiegato come l'aria entra ed esce attraverso le nostre due narici, una raffredda e l'altra riscalda, spesso abbiamo una bloccata non per raffreddore ma perchè il corpo come un termosifone regola la temperatura. Esiste un altor esercizio semplice per essere coscienti di questa forza circolare del Prana (aria divina rigeneratrice).

1. Chiudete bene la narice sinistra e inspirate l’aria profondamente attraverso la narice destra, contando 5 secondi
2. Trattenete il respiro per 10 secondi.
3. Chiudete bene la narice destra, ed espirate l’aria lentamente dalla narice sinistra contando per 8 secondi.
Ricominciate l’esercizio all’inverso:
1. Tenete ben chiusa la narice destra e inspirate l’aria dalla sinistra contando 5 secondi.
2. Trattenete il respiro contando 10 secondi.
3. Chiudete la narice sinistra ed espirate attraverso la destra contando 8 secondi.

Ripetete l’esercizio sei volte per ciascuna narice e fate pausa. Basterebbe farlo una volta al giorno. Se lo fate la mattina appena alzati ve ne accorgere se il vostro corpo è stressato a riposato, dipende quale delle due narici spesso la mattina è tappata. Meglio fare gli esercizi lontano dai pasti, per non interferire con la digestione quando il corpo sta impiegando un consumo di energie.
Quando eseguirete questo esercizio con facilità, potrete raddoppiare i tempi, vale a dire 5, 20 e 16”, ma io non vi consiglio di spingervi oltre, sono tecniche per persone che hanno un certo stile di vita (monaci, guru, yogi, etc...), se si esagera avrete gli effetti contrari: perdita di equilibrio, di energia e di salute.

QI GONG ... RESPIRARE CON TUTTO IL CORPO
Il termine Qì Gōng si riferisce a una serie di pratiche e di esercizi collegati alla medicina tradizionale cinese e in parte alle arti marziali che prevedono la meditazione, la concentrazione mentale, il controllo della respirazione e particolari movimenti di esercizio fisico, per dominare la mente e il cuore attraverso il domini del corpo quindi quell'immagine che abbiamo dell'arte marziale come un campo di guerra per massacrate di calci e pugni il nemico è un immagine hollywoodiana che ci hanno trasmesso nei film, la cina antica aveva die valore splendidi (sia il comunismo sia il capitalismo cinematografico hanno derubato tutta l'identità spirituale di questo popolo). 
La pratica del Qigong deve riferirsi ad almeno quattro concetti basilari: i "tre tesori", i "tre campi del cinabro", il "sistema dei meridiani energetici" e le "tre armonie". Queste ultime sono: 1. TIAO SHEN
Armonizzazione del corpo, 2. TIAO XI Armonizzazione del respiro e 3. TIAO XIN Armonizzazione tra mente e cuore nella quiete. Siccome stiamo parlando soltanto sul respiro ci occupiamo della seconda armonia: 
Si tratta di acquietarsi e, senza forzare il respiro, favorire la discesa dell'aria nell'addome, evitando di bloccarla nel torace, in modo che sia l'intero corpo a respirare. La condizione principale è che la respirazione avvenga con naturalezza e spontaneità, con lentezza e regolarità, dirigendo la propria attenzione nel basso addome, rilassando il diaframma e gli addominali, in modo che il respiro sia lento, lungo, sottile e profondo. In questo modo si migliora l’ossigenazione delle cellule e si prolunga la loro vita. Inspirando, il diaframma viene spinto verso il basso, provocando l’espansione dell’addome; viceversa espirando, l’aria viene emessa naturalmente, senza sforzo o pressioni di alcun tipo. In questo modo il volume d’aria scambiato con l’esterno è maggiore e superiore sarà l’apporto di ossigeno a livello cellulare. Inoltre il diaframma, col suo movimento, effettua un delicato e benefico massaggio agli organi interni, l’energia comincia a scorrere nei meridiani, nelle ossa, e quindi in tutti i tessuti del corpo; si è pervasi da una netta sensazione di calore. La respirazione addominale, fa in modo che anche il capillare più piccolo si possa rilassare e trasportare un flusso maggiore di sangue, ossigeno e Qi (energia vitale).

PRANA
Il termine Prana viene dal sanscrito e significa letteralmente «vita» e in seconda istanza viene inteso come «respiro» e «spirito». Nella cultura cinese e giapponese corrispondente al Ki, mentre in quella europea è identificabile con il termine greco di pneuma (aria, spirito), mentre nella nozione ermetico-esoterica sarebbe l'etere. Secondo questa filosofia non respiriamo e prendiamo ossigeno (l'elemento materiale e grossolano), se invece iniziamo a sentirlo nei polmoni e trasformarlo in energia allora si converte in  vitalità (elemento sottile e psichico), dunque se pensi al positivo mentre trattieni l'ossigeno nel processo di presa di coscienza quell'aria ti da energia psichica e poi quando espelli l'aria viziata pensa anche a qualche stato negativo da purificare o eliminare della tua psique (per esempio cercate di sentire durante l'espirazione che c’è una evacuazione del rancore, delle frustrazioni, dei dolori, etc ...). Il respiro è un atto inconsapevole, ma trasformarlo in un atto consapevole può rivelarsi un grande strumento, terapeutico e spirituale. Se il Prana non viene attivato dal pensiero consapevole resta e rimane soltanto aria ed ossigeno. In questo caso non è soltanto prendere aria ma prendere coscienza. 
Questa partica di respirazione è miracolosa ma ha due problemi:
1. E' così semplice che il più delle persone non ci crede
2. Farlo diventare un abitudine, pari a quella di respirare, è difficilissimo e per questo pochi hanno la costanza e la perseveranza di farlo. 

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