Il Kybalion apparve per la prima volta nel dicembre del 1908 e il suo contenuto è quindi oggi di pubblico dominio. Il libro afferma di essere basato sugli antichi insegnamenti dell'ermetismo tuttavia molte delle idee che presenta sono in realtà concetti moderni sviluppatesi in seno alla corrente di pensiero del New Thought. L'argomento centrale dell'opera è la "trasmutazione mentale" (descritta anche come "alchimia mentale", "arte della chimica mentale", "arte della polarizzazione" e "psicologia mistica") ovvero l'arte di modificare e trasformare i propri stati mentali così come quelli degli altri.
I sette principi
Ciascuno dei sette capitoli del volume è dedicato a un principio, o assioma:
- Principio del mentalismo, ovvero "tutto è mente".
- Principio di corrispondenza: c'è sempre una corrispondenza tra i fenomeni dei vari piani di esistenza (piano fisico, piano mentale, piano spirituale), in ossequio al principio "come in alto così in basso".
- Principio di vibrazione: niente è fermo, tutto è in movimento e in vibrazione. Le differenze tra la materia, l'energia, la mente e lo spirito sono riconducibili a differenze vibrazionali: più alto è il livello evolutivo, più alta è la frequenza vibrazionale. Il Tutto (l'Assoluto, la Mente Suprema) ha un livello vibrazionale infinitamente alto. L'arte della trasmutazione mentale consiste appunto nell'arte di modificare lo stato vibrazionale, risultato raggiungibile attraverso uno sforzo di volontà.
- Principio di polarità: tutto è duale, tutto ha due poli, ogni cosa ha il suo opposto. Ogni cosa "è" e "non è" allo stesso tempo, ogni verità non è che una mezza verità e al contempo una mezza falsità. Gli opposti condividono la stessa natura in gradi diversi, gli estremi si toccano, tutti i paradossi possono essere riconciliati.
- Principio di ritmo: in ogni cosa c'è un movimento simile a quello di un pendolo. Questo principio spiega come vi sia un ritmo in ogni coppia di opposti, o poli, ed è quindi strettamente collegato al Principio di polarità.
- Principio di causa ed effetto: c'è una causa per ogni effetto e un effetto per ogni causa. Il caso non esiste: "il caso" è solo il nome che si dà a cause non identificate o percepibili.
- Principio di genere: ogni cosa ha un genere, maschile o femminile. Questo concetto non ha a che fare con il genere sessuale. Il genere mentale è infatti slegato e indipendente dal genere fisico, o sessuale, di una persona. Il genere maschile è attivo, proiettato verso l'esterno, e la sua parola chiave è "Volontà". Il genere femminile è ricettivo, crea nuovi pensieri e idee, e la sua parola chiave è "Immaginazione". Tra i due generi deve esserci equilibrio: il maschile infatti, se non è bilanciato dal femminile, agisce indiscriminatamente tendendo al caos, così come il femminile, se non bilanciato dal maschile, tende viceversa alla stagnazione. Il maschile e il femminile insieme portano a un'azione ragionata, la quale conduce al successo.
IL PRIMO PRINCIPIO ERMETICO: TUTTO E' MENTE
IL TUTTO E' NEL TUTTO
Quando la nostra mente cerca di andare oltre tutti i confini possibili della sua immaginazione si imbatte con il Tutto come un Muro, ma questo imbattersi è ambiguo perchè subito la Mente pensa: e oltre questo Muro cosa c'è? se c'è qualcosa fa comunque parte di questo Tutto, se non c'è niente allora il Tutto non è Tutto ma esiste un qualcos'altro: il Nulla. Ma il Nulla è altrettanto ambiguo perchè in sè quando te lo immagini è già qualcosa altrimenti se fosse reale non lo si potrebbe nemmeno immaginare. Per tale ragione, il TUTTO, può essere considerato come una MENTE UNIVERSALE, VIVENTE ed INFINITA, ma quando lo pensi, tu sei anche parte di quel tutto e nello stesso momento tu senti di essere un Nulla di fronte a questo infinito. Il Tutto quindi è inconoscibile in maniera Totale, ma possiamo conoscerlo gradualmente in maniera infinita e cioè non finiremo mai di conoscerlo, perchè il Tutto non si esaurisce. Dunque, l'essere umano non solo fa parte del Tutto, ma costituisce il suo TUTTO per mezzo della sua MENTE e vive nel suo TUTTO, per tale ragione, per astrazione, il TUTTO può essere concepito come una creazione mentale di ogni persona, ma quel Tutto in ognuno di noi è diverso, chi ha una conoscenza più vasta, un'esperienza più profonda, afferra la natura mentale dell'universo in cui viviamo. Più si identifica il Tutto mentale interiore con il TUTTO reale esteriore, allora l'anima si trascende, si identifica con l'Universo ed entra in sintonia, simbiosi, vibrazione con l'Essere. Questo passaggio si chiama il Nulla (Buco Nero) ed in pochi ci riesco ad attraversarlo.
In conclusione, l'essere umano genera (si crea il suo mondo), è generato (dall'universo che lo compone) e si auto-genera nel TUTTO (nella misura che lo comprende, lo conosce, lo vive, cioè pensa di pensare), quindi “Tutto è mente – L’Universo è mentale, ma il sentimentale dove resta? nel Nulla e soltanto chi lo vive sa cosa sia il non sapere, sente il non sentire, è l'Essere del Non-essere. Noi siamo stati concepiti nella Mente di un Essere Assoluto, siamo sue idee, immagini (un Matrix), ecco perchè sappiamo che quello che accade in Terra (Micro-cosmo) accade in Cielo (Macro-cosmo), ma il sapere è una dimensione, manca l'altra, il sentire, perchè anche se tutto è Mente chi è consapevole gode di questo sapere, desidera questo sapere, alla fin fine il Tutto è retto e sorretto da una sola forza: il DESIDERIO, comunemente chiamato anche AMORE. I cristiani lo chiamano il LOGOS o il Verbo e questo è il frutto della mente (il figlio frutto del padre)
SOGGETTIVITA' ED OGGETTIVITA'
Abbiamo compreso precedentemente che noi non siamo soltanto esseri pensanti (penso quindi esisto - Cogito ergo sum) ma siamo anche esseri sensienti, è l'emozione che regna in noi, senza questa persino il pensare non avrebbe un motore (motion = emotion) appunto emozione che non è altro che un movimento che si esterna in noi, le emozioni sono quelle vibrazioni che ci spingono in ogni istante a varcare la soglia dall'interno all'esterno, dalla nostra soggettività all'oggettività altrui o altrove. Sorge anche il dubbio esistenziale: sei sicuro che sei tu a creare il pensiero o è un pensiero che crea e trasforma te? sei davvero oggettivo nei tuoi giudizi o è solo frutto della tua Soggettività? sai essere soggetto a te stesso? (bellissima espressione: soggetto a te quindi riesci ad essere così oggettivo nei tuoi stessi confronti da sdoppiarti, uscire fuori di te e vederti in terza persona (sei Nulla e contempli il tuo Tutto dal TUTTO in cui ti sei sdoppiato), questa imparzialità è l'emozione più pura, il sentimento più nobile, il pensiero più alto, è la consapevolezza di chi vive il duale senza alcuna parzialità. Ma finchè ciò non avviene noi siamo vittime dentro questa mente ed emozioni di infiniti pensieri e sentimenti che si contrastano, si litigano per avere tutti il predominio di quello che chiamiamo il IO. Questo è il Primo Muro da abbattere: ritornare ad essere padroni della propria casa, cioè tornare ad essere padroni della propria mente e delle proprie emozioni senza schiavizzare nessuno. Quando abbattiamo quel muro si apre il tempio, l'infinito, il Tutto.
Dunque questo è il primo principio, tutto è Mente, ma senza scadere nel razionalismo, non siamo soltanto cervelli, siamo anche sentimento quindi tutto è consentiMentale, una mente che Sente al di là di sè stessa, cogliendo il Tutto aldilà del Tutto (raggiungendo quindi il Nulla o Vuoto - Ventre - da cui tutto proviene).
IL SECONDO PRINCIPIO ERMETICO: CORRISPONDENZA
COME IN CIELO COSI IN TERRA
Il Tutto si riflette, ma non potrebbe corrispondersi se si rispecchiasse come il Tutto (astrazione soggettiva), per questo si riflette in maniera opposta, cioè nel Nulla (astrazione oggettiva). Non ci può essere corrispondenza se non si accoglie l'altro nella sua Totalità per cui se l'altro è Tutto tu devi essere Nulla, se l'altro è Yin tu ti rapporti come Yang, se l'altro parla tu ascolti, se l'altro è pieno tu ti rendi vuoto per accogliere quella pienezza e così via.... Questo principio è così semplice ma così difficile da concepire in se stessi e di metterlo in pratica con se stessi. Perchè? perchè spesso noi siamo imprigionati nel nostro Tutto quindi ci vediamo i soli ed unici attori protagonisti, senza comprendere che tutto è in corrispondenza. Che le leggi che regolano le galassie più lontane sono le stesse che regolano le nostre attrazioni emotive più vicine, come ricorda John Bell: "“Non esiste un sistema isolato, ogni particella dell’universo è in connessione istantanea con tutte le altre particelle... il macrocosmo ripete se stesso nell’uomo, il microcosmo, e il microcosmo è a sua volta riflesso in tutti gli atomi minori”. Per capire l'alto dobbiamo partire dal basso, per contemplare la luce meglio iniziare dal buio, per avvicinarci a Dio impossibile allontanarsi dal diavolo, per amare un altro dobbiamo comprendere cosa odiamo in noi stessi e così via... questa corrispondenza è ciò che di solito chiamiamo rispecchio divino: come in cielo così in terra.
L'OSSERVATORE
Nell'alchimia il primo passo è comprendere questa corrispondenza, quindi abbandonare il nostro Tutto soggettivo, aprirsi verso l'esterno per acquistare la consapevolezza di un tutto oggettivo (“Solve et coagula”). Osservare senza giudizio, cercare di restare al centro, nell'occhio del ciclone: “Chi sa bruciare con l’acqua e lavare col fuoco, fa della terra cielo e del cielo terra preziosa”. E' l'opera del Nigredo alchemico, far nascere in noi l'occhio testimone imparziale: “Dal corvo nero nasce la colomba bianca, dalla materia putrefatta nasce l’anima”. Si comincerebbe a sgretolare una realtà fondata sulla divisione e sul materialismo (il dualismo) a favore di una realtà dove Tutto rispecchia il Tutto (la dualità). Non saremo più soggetti a subire l'ambiente che ci circonda, ma saremo in grado di modellare le circostanze del presente. L'abitudine nostra è sentirci spinti ad identificarci come un Ego separato, distinto, assoluto, appunto senza corrispondenza e in questo modo il testimone o osservatore interiore non coglie mai la realtà, l'alterità, il suo stesso riflesso, non si vede come parte di un Tutto che guida, ma vuole essere il Tutto guidatore senza alcuna ragione. Chi dobbiamo fare un salto quantico, se l'energia segue il pensiero, però il pensiero segue l'emozione, allora cose segue l'emozione? ecco la Vibrazione, terzo principio
TERZO PRINCIPIO ERMETICO: VIBRAZIONE
TUTTO E' ENERGIA
Il Kybalion sottolinea che «chi comprende il principio della vibrazione, ha afferrato lo scettro del potere». Questo perché, controllando le proprie vibrazioni mentali, si può influenzare la propria realtà e trasmutare gli stati mentali. La differenza tra le varie manifestazioni dell'universo (materia, mente, energia, spirito) è data principalmente dalla loro frequenza vibratoria. Una vibrazione elevata corrisponde a stati più sottili e spirituali, mentre una vibrazione bassa corrisponde a forme più dense e materiali. Gli antichi alchimisti l'aveva capito: “Niente riposa, tutto si muove, tutto vibra.” Come diceva Pitagora anche una pietra ha una certa vibrazione. Asseconda dello stato vibratorio cambia la forma. Un corpo apparentemente inerme, quindi, vibra. Luce, calore, magnetismo, elettricità non sono altro che forme vibratorie. La fisica moderna, migliaia di anni dopo, è arrivata alle stesse conclusioni di questo principio filosofico: noi siamo energia e come tali siamo strutturati asseconda delle nostre vibrazioni. Nulla nell'Universo è realmente in uno stato di quiete assoluta. Tutto ciò che esiste è in un costante stato di movimento, cambiamento e vibrazione, dalle forme più dense di materia fino alle forme più elevate di energia e spirito.
Per l'uomo antico questa energia alchemica era il fuoco: Ignis. Esotericamente sulla croce di Cristo (lui era un fuoco vivente spirituale) c'è la scritta "INRI", l'acronimo latino per Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum, che si traduce come "Gesù Nazareno, Re dei Giudei", ma a livello esoterico ha un altro significato: “Igne Natura Renovatur Integra” che sarebbe "La natura e’ rinnovata interamente nel fuoco". Se il fuoco è lo spirito e lo spirito è l'amore, allora possiamo approfondire come immergerci nel mondo delle vibrazioni: Se ami poco sei a bassa frequenza o vibrazione quindi tendi ad indurirti, pietrificarti, materializzarti, restare in superficie. Se ami troppo sei ad altra frequenza o vibrazioni quindi tendi a cogliere l'essenza delle cose, trascendere, approfondire l'ombra, vedere oltre le apparenze.
ma come si fa a vibrare alto?
VIBRARE ALTO
Avete mai visto una ruota girare ad altissima velocità tanto da non vedere più i suoi raggi Apparentemente è immobile! Più è veloce più la vediamo immobile. Lo stesso avviene con la quiete interiore, questa avviene soltanto quando l'anima riesce a varcare il vuoto e ciò avviene con la velocità del pensiero che si azzera. In quel momento si vibra molto in alto.
La legge di risonanza ci insegna che noi attiriamo persone, cose o eventi che sono affini alla nostra vibrazione dominante. Questo concetto è giusta ma spesso lo si applica in maniera sbagliatissima: pensare alla gioia non attira a te automaticamente persone gioiose, sorride ed essere gentile non ti assicura che tutte le persone ti sorridano e siano gentili con te, perchè? Non attiri ciò che desideri, ma ciò che sei, tu puoi emanare gioia ma in quel momento quella vibrazione può non corrispondere alla tua vera essenza, che potrebbe essere ansietà, paura e persino tristezza. Ecco perchè è falso quando ti consigliano: vibra alto, pensa positivo, ama, desidera il bene. Questa è solo una tua manifestazione cosciente, mentre la vibrazione vera è interiore, è quello che tu sei. Vibrare alto non è scacciare dai tuoi pensieri i tuoi dolori ma andare incontri a quei dolori per abbracciarsi nella comprensione, significa andare incontro al tuo lato oscuro ed accettare i tuoi limiti, è da lì che nasce la gioia vera, non dal sorride in maniera forzata. Invece di scacciare le emozioni negative, accetta totalmente i tuoi stati d'animo (tristezza, ansia, noia) osservandoli con presenza; il rifiuto abbassa la vibrazione, l'accettazione la innalza. Dunque se vuoi vibrare alto parte dal basso, perchè vibra fuori di te soltanto quello che hai raggiunto dentro di te.
Ci sono invece a livello fisico e naturale alcune situazioni che aiutano l'alta vibrazione: bere acqua, perchè l'idratazione purifica e innalza le vibrazioni energetiche, aiutando a eliminare tossicità. Non fumare, non ubbriacarsi; Stare all'aria aperta o in ambienti naturali incontaminati aiuta a mantenere una frequenza alta. Fai una cosa con passione (musica, danza, pittura, ecc.) . Dormire bene rigenera il sistema energetico.
QUARTO PRINCIPIO ERMETICO: IL RITMO
Il Principio del Ritmo afferma che tutto nell'universo fluisce e rifluisce, muovendosi come un pendolo tra poli opposti (nascita/morte, gioia/tristezza, giorno/notte, pienezza/vuoto, ecc). Questo movimento ciclico è costante, garantendo che a ogni azione corrisponda una reazione e a ogni ascesa una discesa, compensando il ritmo naturale. L'universo segue questo movimento del ritmo: da una parte si espande ma dall'altra si contrae, materia che nasce e materia che scompare, tutto ciò che si innanza prima o poi cadrà. Questo principio quindi è in stretta connessione con il principio della polarità, perchè il ritmo oscilla tra due poli. Gli ermetisti non cercano di eliminare il ritmo, ma di "neutralizzarlo" polarizzandosi sul punto desiderato, elevandosi al di sopra dell'oscillazione indesiderata per non farsi trascinare indietro dal pendolo. Comprendere questo principio aiuta a gestire i momenti di declino, riconoscendoli come fasi naturali e non definitive e trarre beneficio, per esempio anche dagli sbagli, dai fallimenti, dalle crisi, ci si rialza con più forza e consapevolezza.
UN CICLO DI FLUIDITA
Il principio del ritmo si applica anche nel nostro modo di percepire e vivere sia i pensieri che le emozioni, è come un pendolo che va dal desiderare una cosa al saziarsene, una volta sazio quella cosa perde il suo senso e dalla gioia della sazietà sorge la noia e l'indifferenza, quella cosa che prima tanto desideravi ormai non ti suscita alcuna emozione, ormai l'hai avuta, la conosci, è scontata, ha perso il suo incanto e nasce il desiderio di un altra cosa, di un altra persona, di un altro obiettivo. Questo ciclo può diventare però un routine mortale, una noia infinità, un circolo vizioso. Questa trappola del ciclo eterno è dovuta al fatto che la persona non coscienza non applica il principio della polarità e la vibrazione per seguire nel ritmo il flusso migliore. Ciò che ti fa triste o felice è la stessa cosa ma varia in funzione della vibrazione/energia che tu ci impieghi. La vibrazione nel ritmo è mutevole, non statica, basta che sia tu ad indirizzare il ritmo. Credevi di essere felice comprando una macchina invece dopo qualche anno è la stessa macchina che ti da tristezza o non ti piace più, perchè hai spostato il ritmo all'esterno, nelle cose e queste sono sempre effimere, un pendolo che va dalla gioia alla tristezza sempre, senza posa si ripete e ne resti prigioniero. Se non impari ad usare il principio del ritmo, sei schiavo nella tua casa, mai padrone di te stesso, non vivi gli eventi ma li subisci, devi prendere la vita come ti capita e non come tu la indirizzi. I ritmi sono i movimenti della natura, non sostituirli, non cambiarli, seguili e fluisci nel ritmo della vita
QUINTO PRINCIPIO ERMETICO: CAUSA ED EFETTO
Il Principio di Causa ed Effetto afferma che nulla avviene per caso: ogni effetto ha la sua causa e ogni causa il suo effetto. L'ermetismo insegna che non esistono il caso o la fortuna; essi sono solo nomi dati a leggi non riconosciute. Padroneggiare questo principio permette di elevarsi da "effetti" (vittime) a "cause" (artefici) della propria realtà. Se tu conosci la natura delle cose inizia a farne parte della causa e quindi agisci consapevole delle conseguenze delle tue azioni; chi invece è ignaro delle leggi della natura subisce tutto come effetto della sua ignoranza, si sente vittima delle circostanze senza sapere che avrebbe potuto evitarle e persino avrebbe anche potuto non causarli perchè spesso molte disgrazie ci capitano perchè siano stati noi stessi a procurarcele.
Padroneggiando i propri stati d'animo e sentimenti, è possibile neutralizzare il ritmo e sottrarsi a molte cause esterne che solitamente influenzano le persone. Questo principio sprona ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni e a fare scelte consce per plasmare la propria vita.
Il Kybalion sottolinea che gli ermetisti non sfuggono totalmente alla legge, ma imparano a utilizzare le leggi superiori per dominare quelle inferiori.
IL CASO NON ESISTE PER CASO
Nulla avviene per caso dato che non esiste il caso, nulla esiste a caso. Il "caso" è spesso un'etichetta che diamo alla nostra ignoranza sulle cause profonde degli eventi. La frase "il caso non esiste" indica che eventi apparentemente casuali sono spesso il risultato di leggi statistiche, sincronicità o disegni superiori, anziché mera fortuna. Questo concetto si declina in ambito scientifico (statistica), psicologico (sincronicità) e spirituale (profezia). Tutto ciò che, ingenuamente, percepiamo come casuale è, invece, il risultato di processi stratificati e di interazioni tra più elementi. La realtà in cui vivi sei tu a crearla, la vita che hai non è un caso, sono le conseguenze delle tue azioni, sono il risultato delle tue scelte.
Re-impara a costruirla per come vuoi che sia ed assoggetta a te quanti più consapevolezza possibile sfruttando le tue Vibrazioni/Energie.
SESTO PRINCIPIO ERMETICO: POLARITA
TUTTO E' DUALE
“Tutto è duale; tutto ha poli; ogni cosa ha la sua coppia d’opposti. Il simile e il dissimile sono uguali; gli opposti sono identici di natura, ma differenti di grado. Gli estremi si toccano, tutte le verità non sono che mezze verità, e tutti i paradossi posso essere conciliati”. Questo è il principio della polarità, gli opposti (come caldo e freddo, luce e ombra, bene e male) sono solo gradi diversi della stessa cosa. Gli estremi si toccano e possono essere uniti, perchè esiste una conciliazione per tutte le cose. Comprendere che si può trasmutare una qualità in un'altra (es. odio in amore) spostando la propria polarità lungo la stessa scala, anziché cercare di creare qualcosa dal nulla. Questo principio è fondamentale per l'equilibrio e l'armonia, suggerendo che tutto è doppio. È sotto gli occhi di tutti che ogni cosa appartenente al TUTTO ha un suo opposto, ogni cosa è DUALE. Il TUTTO è quindi DUALE
Per ogni elemento POSITIVO c’è un elemento NEGATIVO ed esiste un elemento NEUTRALIZZANTE in grado di far raggiungere l’ARMONIA. L’esempio di POLARITÀ più evidente per l’uomo è la diversità di genere maschile e femminile. Per creare l’ARMONIA nella composizione tra maschio e femmina il mezzo Neutralizzante è senz’altro l’AMORE come si può facilmente intuire. Ecco, non dobbiamo fissarci sugli opposti, ma l'elemento neutralizzante è quello più importante se vogliamo raggiungere l'equilibrio.
L'EQUILIBRIO NELLA POLARITA
L'obiettivo della comprensione degli opposti nella polarità è l'equilibrio. È il cuore dell'alchimia, l'unione di opposti, come i quattro elementi (aria, acqua, fuoco, terra) che devono bilanciarsi nel corpo e nello spirito. Carl Jung ha interpretato l'alchimia come metafora del processo di individuazione, dove l'alchimista cerca l'equilibrio interiore unendo le parti scisse della propria psiche. L'equilibrio alchemico è l'armonizzazione dinamica degli opposti (maschile/femminile, fisso/volatile, sole/luna, Dio/Diavolo). Non è immobilità, ma un processo ritmico che unisce corpo, anima e spirito. Se tutto è duale allora anche il suo creatore è Duale, quindi se Dio è tutto non è soltanto il bene ma anche il male. Per togliere bisogna aggiungere, per far crescere bisogna sottrarre. Per avere luce devi farla splendere dentro un buio.
“…bisogna iniziare dal suo opposto…
se si vuole restringere, bisogna estendere;
se si vuole indebolire, bisogna rafforzare;
ciò che è tortuoso diventa dritto;
ciò che è vuoto diventa pieno;
ciò che è consumato diventa nuovo”.
Tutti gli elementi che compongono il TUTTO sono due facce della stessa medaglia che concorrono alla sua realizzazione. Tutto questo è vero in quanto nel NEUTRO non è possibile distinguere dove il Positivo e Negativo hanno inizio e fine. Tutte le cose o si attraggono o si respingono in base alla loro polarità e vibrazione. Per questo d'estate cerchiamo il freddo e d'inverno il caldo. Chi è solo cerca compagnia, chi è sposato spesso desidera stare da solo. All’UOMO è concessa la possibilità di cambiare la Polarità di ogni singolo elemento. La partita però si gioca sul campo ed è per questo che è fondamentale il mezzo (elemento NEUTRALIZZANTE) per passare in principio da una stadio di POLARITÀ ad un altro e successivamente poter attrarre o respingere.
SETTIMO PRINCIPIO ERMETICO: GENERE
IL GENERE E' IN OGNI COSA
Nella natura ci sono due energie che noi chiamiamo genere. Non si riferisce al sesso biologico, ma a due energie complementari: maschile (attiva, proiettiva) e femminile (ricettiva, generativa). Questo principio regola la creazione, la generazione e la rigenerazione su tutti i piani (fisico, mentale e spirituale). La creazione richiede l'interazione equilibrata tra le due forze. Senza l'una, l'altra è inefficace. Il principio femminile è emotivo (cuore) quello maschile mentale (testa). La filosofia orientale da tempi ancestrali li ha chiamati Yin e Yang. Il Yin femminile è ombra istinto interiore, la capacità di generare nuove idee e forme, mentre il Yang maschile è luce, intuito che si esterna, azione, la volontà in atto. Il principio si applica anche alla nostra psiche: Un individuo armonico integra la capacità di agire (maschile) con quella di sentire (femminile), quindi fa quello che pensa, dice quello che fa, c'è armonia e coerenza. Questo genere è indipendente dal genere sessuale fisico, vale a dire che ogni persona possiede entrambi gli elementi, gli uomini hanno una dimensione Yin femminile e le donne hanno una dimensione Yang maschile (nella psiche o nell'anima siamo bisessuali, siano come Dio secondo la Bibbia: siamo maschi e femmine).
Attenzione, anche quello che noi chiamiamo l'Assoluto, il Uno, è composto di queste due energie (maschili e femminile), messe insieme. Quando dividiamo queste energie allora avviene il vero peccato: Dio è fuori di noi, noi siamo lontani da lui, Dio è solo bene e il male radica in noi. Dio è solo cielo e chi non è con lui va all'inferno. Qui non c'è più armonia nè equilibrio, il genere si è degenerato.
Siamo inclini a pensare all'energia maschile e femminile solo ed esclusivamente da un punto di vista biologico, psicologico e sessuale ed è qui dove commettiamo in più grandi errori di genere. Nell'ermetismo, nell'alchimia, nell'esoterismo, nella psicanalisi, questi termini racchiudono invece una totalità armoniosa solo se vanno insieme, mai divisi. Esempio: il maschile è un energia che portare a dare, mentre il femminile al ricevere, ma ci vuole un incontro neutrale che prenda queste due energie e le tenga insieme allora il Yang butta il seme, la terra del Yin lo riceve e la pianta neutrale cresce. Il Femmineo riceve dal Mascolino la “materia”, la “struttura grezza”, la “sostanza” che plasmerà, strutturerà, muterà per concepire e nutrire, crescere ed accrescere l’elemento creato. ma se ben analizziamo quando tu dai un bacio non soltanto lo dai, ma nello stesso tempo lo ricevi se l'altro corrisponde. Non soltanto un uomo dona il seme ad una donna ma sta anche ricevendo il ventre di quella donna e la donna non soltanto sta accogliendo il seme ma si sta donando a quell'uomo. L'azione vera è sempre duplice, completa. Pensate a chi parla, non soltanto sta dando parole ma sta ricevendo attenzione da cui lo ascolta e chi ascolta non soltanto sta accogliendo parole ma sta dando attenzione. Tutte le cose vere sono in armonia perchè agiscono insieme le due energie maschile e femminile. Se tu parli ma non ti ascoltano, se tu ami ma non sei corrisposto, se tu lavori e ti sacrifichi ma non viene nemmeno ringraziato nè retribuito, allora l'energia si spezza, si logora, finisce.













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