CONOSCI TE STESSO

Se non sai chi sei
non potrai mai sapere neppure
chi sono gli altri e cos'è
il mondo che ti circonda.
 





Noi esistiamo, ma l'essere anche se precede l'agire, è attraverso le azioni che noi conosciamo l'essere umano, quindi dimmi cosa fai, come operi e ti dirò chi sei. Tu sei ciò che te stesso fai di te. Il pensiero per quanto magnifico è inattivo se non vien messo in pratica o contatto con l'azione. Quando l'essere umano non è in armonia con la natura tende a chiudersi nel suo pensiero (crea il mondo a tavolino, la legge, la morale, l'amore, il suo Ego) ed è la fine dell'evoluzione dell'anima di una persona.






Le nostre conoscenze sono acquisite, non sono innate, non nasciamo già consapevoli, 
la conoscenza è una conquista, spesso con grande sforzo, esperienze e riflessione sono necessarie. 
Se fate solo esperienze senza farvi delle ragioni cadrete spesso negli stessi errori.







La conoscenza arriva attraverso il contato che noi abbiamo con la realtà, attraverso i sensi esterni (vista, tatto, olfatto, gusto, udito) il mondo entra in noi e ci facciamo idee sensazioni ed impressioni psicologiche: quindi apprendiamo e comprendiamo. Ma resta il mistero del perchè per me il sapore del limone sia gradevole mentre sia sgradevole per un altro, lo stesso con altre nozioni più gravi: per me Dio potrebbe esiste per un altro no. Quindi la realtà rimane intatta mentre noi veniamo modificati in base a ciò che apprendiamo.










Quando perdi
non perdere anche la lezione. 



Chi è disposto a fare qualcosa
troverà sempre un mezzo,
ma chi non lo è
troverà sempre una scusa.




IL PENSIERO E' RIFLESSO DELL'ANIMA
CIO A CUI CREDI NON TI FA ESSERE MIGLIORE
MA IL COMPORTAMENTO DIMOSTRA
SE CIO CHE VIVI E SENTI
CORRISPONDE A CIO CHE PENSI




Il linguaggio della coscienza universale più immediato è il sentimento. Tutti noi da bambini, prima che ce lo spiegassero, sapevamo odiare, amare, essere gelosi, sorride per la gioia, avere timore... ecc. Se riuscissimo a rimanere soltanto coscienti che questi sentimenti sono impulsi vitali senza etichettarli con leggi morali o religiose, senza darli valori di virtù e tanto meno penalizzazioni come peccati, potremmo seguire il corso della vita universale senza inciampare nei sensi di colpa, nei giudizi etici e nelle ideologizzazioni politiche o religiose che cercano la realizzazione come se essa non fosse insita nella stessa legge e corso della natura (soprannaturale come dicono le religioni, come se noi fossimo nati handicappati nella natura). Per questo noi non progrediamo secondo natura ma andiamo spesso a rallentatori nella nostra evoluzione o, ahimè, spesso indietro.


Ricorda sempre che le critiche e le offese provengono da un cuore triste e ferito, mentre la ricerca di riconoscenze e di adulazioni gratuite provengono dal tuo cuore dipendente quindi affamato di affetto. Se te la prendi per quello che dicono gli altri è perchè non sei libero, hai bisogno del consenso altrui, dipendi dal giudizio altrui, non sai chi sei e te lo devono dire gli altri, altrimenti se ciò che dicono è vero ringrazieresti per conoscere una verità, se ciò che dicono è falso resteresti tranquillo perchè quello non sarebbe un tuo problema ma degli altri. Se non impari a vivere in funzione di te stesso, le leggi della natura si invertono e sarai tutto il contrario di quello che pensi, apparirai sempre per quello che non sei e dirai spesso quello che noi sai.





Il cambiamento avviene come nella natura, dall'interno, quindi se tu cambi cambia il mondo intorno a te e se intorno a te nulla si muove la natura ti porterà altrove. La maggioranza invece cambia solo dall'esterno, cambiano pensieri secondo la cultura, cambiano vestiti secondo le mode, cambiano gusti secondo le tendenze, per questo infondo sono esseri umani sempre incompleti, insoddisfatti, disperati perchè fedeli alla loro natura, quindi frustati.










Non siamo mai puniti PER le nostre azioni 
ma siamo puniti DALLE nostre azioni.



Tu vedi ciò che sei
se sei amore sai vedere l'amore
se tu sei veritiero sai riconoscere la verità,
quindi se ti lamenti di qualcosa
quel qualcosa ti sta rivelando ciò che tu sei
 




L'ANIMA COME IL FIOR DI LOTTO
Perchè il fior di lotto rappresenta la vita spirituale? perchè l'essere umano deve passare attraverso e superare 3 tappe o livelli come il fior di lotto: l'ignoranza, aspirazione e sforzo, l'illuminazione. Il loto esiste anche su tre livelli: fango, acqua e aria. Il lotto come la consapevolezza si erge e germina da un pizzico di fango, quel minimo che rappresenta il nostro inconscio, sott'acqua, latente, invisibile. Poi cresce attraverso l'acqua nel tentativo di raggiungere la superficie (sforzo e aspirazione), l'acqua segno di vita, sembra galleggiare l'anima in questi mondo, che non mette radici perchè il materialismo anche se bello non la soddisfa e non la rassicura, per questo fiorisce nel pensiero e nel cuore, e raggiunge infine l'aria e la luce diretta del sole (illuminazione).








IL PROBLEMA DELL'IGNORANZA
L'ignoranza è rinchiusa ermeticamente dentro se stessa, cioè è il non sapere che tu non sai, è lo stesso processo della nevrosi: avere paura della paura, se hai paura della paura sei bloccato in partenza, non riesci a muoverti, lo stesso l'ignorante anche se glielo dici che è ignorante appunto non lo capisce perchè ignorante. L'ignorante non vede con chiarezza alcuna, quando si vede con chiarezza non c'è bisogno di pensare, noi mettiamo in moto la riflessione come un trapano quando abbiamo davanti il muro dell'ignoranza. Il saggio pensa pochissimo, i suoi più che pensieri sono sensazioni intuitive allo stato puro.



Impara a guardarti meno allo specchio esteriormente e
vedrai come risplenderai nel tuo cuore interiormente,
allora ti piacerai e questa sicurezza piacerà a chiunque.




Nella tradizione del pensiero occidentale è sempre stata presente una separazione tra il corpo fisico, la materia, e l'anima immateriale. Dobbiamo cercare di superare questa dicotomia e di lavorare sull'unità, per riuscire a sentire dentro di noi l'Uno, l'energia unitaria; infatti noi siamo costituiti da una sola entità, formata da mille pezzi, frammenti, che sono comunque uniti tra loro. E nel momento in cui realizziamo dentro noi stessi questo tipo di consapevolezza, cioè ci sentiamo veramente uno, uniti, unici, riusciamo a vedere anche l'universo stesso come Unità, riusciamo a vedere tutto ciò che ci circonda in maniera unitaria, globale. Dentro di noi si è venuto infatti a creare questo punto, questa coscienza come nucleo che ci permette di unificare il reale, e possiamo così sperimentare che fino a quando non realizzeremo al nostro interno questa esperienza unitaria, il mondo esterno continueremo a vederlo frammentato, pieno di divisioni, di contraddizioni e di conflitti.

ESCLUDERE L'AMORE E L'EROS DALLA PROPRIA VITA E' COME ESCLUDERE L'AZIONE DEL SOLE DALLA SINTESI CLOROFILLIANA DELLE PIANTE.

Non basta un linguaggio scientifico neutro per giungere ad una soluzione del problema della connessione tra psiche e materia (psicofisica). Qualcosa di importante che va al di là del sapere deve integrare le nostre vite. Quel qualcosa è l'amore e chi non lo vive con pienezza non può giungere ad una piena simmetria con sè stesso. Non basta la simmetria tra psiche e materia, ci vuole una simmetria tra questi due e l'Eros, quella forza universale che non si limita a far emergere la conoscenza, ma la fa vivere nella sua giusta luce. Il monito degli scienziati illuminati è questo: non basta conoscere l'universo nella sua interezza, occorre esserne partecipi, in caso contrario ha luogo la rottura della simmetria prevista dal piano cosmico.
Il desiderio di un matrimonio tra materia e spirito, tra scienza e religione resta unilaterale e profondamente incompleto se esso viene confinato tra le pareti astratte della sola intellettualità. Cercare l'unità dell'universo esterno significa cercare unità e simmetria anche all'interno della propria vita. 







L'unica ragione per cui non apriamo i nostri cuori e la nostra mente ad altre persone è che ciò può scatenare confusione in noi e non ci sentiamo abbastanza coraggiosi o abbastanza equilibrati da affrontarla. 
Nella misura in cui noi guardiamo con chiarezza e compassione a noi stessi, ci sentiamo sicuri e senza timori possiamo guardare in profondità negli occhi di un'altra persona.











La gente falsa non parla, insinua.
Non conversa, spettegola.
Non elogia, adula.
Non desidera, brama.
Non chiede, esige.
Non sorride, mostra digrignando i denti.
La gente falsa è povera di spirito
poichè non cammina, 

ma striscia nella vita,
sabotando sempre la felicità altrui.
La gente falsa ignora la bellezza e la nobiltà d'animo,
perchè non ama, 

e così finisce per non vivere,
esiste appena.... Falsi nella vita siamo stati un po tutti, ma il "VERO FALSO" non lo ammette, non lo riconosce, non vuole migliora perchè pensa di essere sempre il migliore.




Puoi diventare ciò che sei 
quando smetti di essere ciò che devi



Lasciate entrare il cane coperto di fango. 
Si può lavare il cane e si può lavare il fango. 
Ma quelli che non amano né il cane, né il fango... 
quelli no, non si possono lavare...

Jacques Prévert



Se sei depresso, stai vivendo nel passato.
Se sei ansioso, stai vivendo nel futuro.
Se sei in pace, stai vivendo nel presente.

(Lao Tzu)


Non giudicate mai le forme dell'anima
ognuno di noi è fatto in modo diverso






Sii luce dissolvendo le tenebre dell'ignoranza divenendo una cosa sola con l'intero universo. Per essere senza limiti devi svuotarti, liberandoti di cio' che hai imparato, poichè solo un contenitore vuoto è in grado di farsi riempire dall'amore. E' l'amore che apre le porte ai misteri dell'esistenza: la tua essenza piu' profonda. Hai imparato fin troppo! Adesso è il momento di liberarti di ogni forma di concetto precostituito e di vivere nel coraggio, è il momento di tornare all'innocenza. Devi riuscire a sentire ogni cosa proprio come un bambino: solo l'innocenza è in grado di Essere.








Distaccati da ogni pensiero e da ogni ogni emozione, distaccati da ogni cosa proprio come se fosse un sogno. In realtà l'universo non è altro che uno straordinario sogno in cui l'amore è il collante di ogni forma di vita. Con questo distacco tutto diventa possibile e divieni un silenzioso meditatore che osserva un fiume. Non cerchi di fermare il corso dell'acqua, rimani in osservazione poichè il flusso segue il suo corso incessantemente. Accetta tutto cio' che vive dentro di te senza giudicarlo, non reprimere, lascia che tutto scorra. Vivere godendoti il presente ti permette di collegarti immediatamente alle tue sensazioni che conoscono ogni cosa, poichè quelle sono le sensazioni dell'intero universo. Tu sei in tutte le cose esistenti.








IL PERFEZIONISTA
Sono i classici “bravi bambini”, hanno imparato ad assumersi le responsabilità e a comportarsi bene in presenza degli altri. I loro valori sono la rettitudine, una fiera indipendenza e la convinzione che il buon senso e la bontà possano prevalere sui lati oscuri della natura umana. Il piacere viene all'ultimo posto dopo i doveri. I desideri sono stati accantonati già nell'infanzia spostando l’attenzione sulla cosa giusta da fare. C’è sempre da migliorare, si sforzano di essere sempre all'altezza delle richieste di perfezione. Essere perfetti richiede un alto grado di rinuncia e un rigido controllo interno. La continua rinuncia li porta ad un livello d pressione che esprime il risentimento tenendo nascosta la rabbia profonda. Comportarsi bene è un’ossessione. Molti hanno dovuto assumersi responsabilità prematuramente adulte e quindi non sono in contatto con ciò che vogliono veramente; sono dotati, però, di un’enorme sensibilità. La rabbia e il dolore derivano dal fatto che i loro bisogni non sono mai stati presi in considerazione. E’ molto doloroso essere criticati dagli altri perché si criticano già da sé: si raffrontano continuamente a modelli irraggiungibili. Sono inclini a percepire critiche anche là dove non esistono: in questo caso, la cosa migliore, è verificare realisticamente le vere opinioni altrui. Nell'infanzia l’amore era il premio per un comportamento corretto e ciò fa credere agli Uno di non poter essere amati se sono imperfetti. Nascono quindi conflitti, in età adulta, che lo svelarsi dei loro lati cattivi metterà in fuga il compagno. Gli Uno sono educatori responsabili, votati all'eccellenza, sanno insegnare ed apprezzare il meglio; sono zelanti nel fare chiarezza e nel cercare di trasmettere informazioni precise. Fattori di crescita: alleggerire la severità dei modelli interiori, imparare a chiedere e a ricevere piacere.


IL DONATORE
Hanno un profondo bisogno d’affetto e approvazione: vogliono essere amati, protetti e sentirsi importanti per gli altri. Se non ottengono l’approvazione cercata, l’adattamento può diventare un atteggiamento coatto che li porta ad annullare i propri desideri alla ricerca disperata di amore attraverso l’adulazione. La sopravvivenza dipende dall'approvazione degli altri. Si sentono formati da molti “io” intercambiabili per aderire alle figure importanti della loro vita. Danno sempre aiuto e consigli, ma se questo non produce una speciale attenzione nei loro confronti, emergono i caratteri del manipolatore. Sono stati bambini amati per la loro gradevolezza e quindi hanno imparato a riconoscere in sé le qualità che piacevano agli adulti e a compiacere le aspettative. Sanno accontentare meglio gli altri di se stessi. Sentirsi voluti dà sicurezza, soprattutto se si è desiderati fisicamente. Entrano in crisi nel rapporto quando deve emergere il vero io perché l’impegno diventi reale. Spesso s’imbarcano in triangoli amorosi nei quali, se il compagno è sposato, non provano desiderio di rompere il matrimonio, ma di essere amati e diventare una figura “speciale”. La parola chiave nei rapporti è “sfida”. Se evoluti si impegnano sinceramente per potenziare le buone qualità degli altri e mettono a punto valide strategie per favorire il successo del compagno. Se immaturi, invece, diventano i custodi dell’altro (“Ci riuscirà grazie al mio amore”) e questo rivela il bisogno di tenere l’altro in proprio potere. Agire in modo indipendente può scatenare un’ansia terribile, soprattutto se si deve andare contro i desideri di una persona a cui vorrebbe piacere perché sente di rischiare di perdere l’amore per sempre. Sono attratti dal potere e cercano l’amore di persone importanti. Si arrabbiano ma non serbano rancore. Fattori di crescita: accorgersi dell’impulso a manipolare e assegnare agli altri il proprio valore.








Quello che la massa chiama immorale
è solo quello che gli individui mediocri
nascondono per vergogna, ma ben sì sa che
i mediocri appena possono 
fanno di nascosto le azioni più immorali.








La sana pazzia è ossigeno per la mente
l'amore è energia per il cuore
la magia della fantasia è per il sesso
e la libertà della semplicità per tutto il corpo
soltanto allora
la mente saprà come essere
il cuore saprà come amare
nel sesso saprai creare
e nel corpo saprai vivere










E' così semplice essere felici,
ma siccome essere semplice è così difficile,
ecco perché la maggioranza è così infelice
e fa le cose meno semplici e complicate
per apparire di essere felici.

















Esiste una disubbidienza immorale e nociva ed una saggia e lecita. Il problema non è disubbidire ma come farlo, perchè l'atto di disubbidienza, in quanto atto di libertà, è l'inizio della ragione; non si disubbidisce per diventare liberi ma soltanto quando siamo liberi sapremo disubbidire. Se chi dubita lo fa coscientemente allora il dubbio lo porterà alla sapienza e la disubbidienza alla sana riflessione.










Conoscere se stesso è impossibile finchè non trovi qualcuno che ti voglia conoscere nel confronto reciproco ... è il principio della psicologia: Cosa spinge una persona a diventare psicologo?... La voglia di comprendere gli altri o "l illusione" di poter comprendere profondamente sé stesso ?... Solo un pazzo può capire un altro pazzo, per cui il vero psicologo o consapevole di sè ha quella sana follia accompagnata ad un fallimento umano che lo rende comprensibile e comprensivo, perchè occorre aver fatto tanti sbagli e aver imparato da essi, ma soprattutto continuare ad essere meravigliosamente imperfetti senza sensi di colpa per capire senza condannare ed aiutare chi abbiamo di fronte. Il saggio è un folle con cognizione di causa, e non c'è niente di più bello al mondo. Qualunque altro tipo di follia e saggezza sono solo protagonismo di basso livello.






I 10 COMANDAMENTI ESOTERICI
Io sono il Signore TUO Dio, ascolta bene, non ho detto VOSTRO Dio, non è una religione, è una relazione, un rapporto interiore tuo con te stesso, con la tua forza vitale, con la quale devi instaurare questo dialogo e rispettare queste leggi:
1. Non avrai un altro Dio FUORI di me, ascolta bene, ho detto "fuori" cioè nella esteriorità, cercami dentro nell'anima, ascolta solo la tua voce interiore, quella ti renderà divino.
2. Non farti idoli, neppure di Dio stesso, questi svuotano, esteriorizzano, rendono superficiale l'anima. Non ritenere dunque nulla più importante della tua interiorità.
3. Non nominare il nome di Dio in vano, quindi non ti vantare, non parlare mai di te stesso, non cercare di essere superiore a nessuno al di FUORI di te stesso. Non sprecare troppe parole, ama il silenzio e dunque sii umile.
4. Santifica le feste, cioè rendi sacro ogni momento di riposo, la festa non è fare baldoria, ma oltre al lavoro trovare tempo per te stesso, per stare da solo e riflettere ed approfondire la tua anima.
5. Onora il padre e la madre, significa essere maturi, renderti indipendente, cresciuto, libero, questo per i tuoi genitori è il più bell'onore, essere madri e padri di se stessi è realizzazione interiore.
6. Non uccidere, va inteso in primis non uccidere te stesso, con i vizi, con l'ignoranza, con l'odio, se curi te stesso di conseguenza non farai del male agli altri, non distruggerai le cose, non rovinerai la natura.
7. Non commettere atti impuri, vale a dire non fare nulla che vada contro la natura della tua coscienza. Tutto è puro per i puri quindi basta trovare la purezza del cuore e persino nel male troverai una ragione di essere naturale a fin di bene in ogni cosa.
8. Non rubare, perchè togliere ad altri qualcosa significa auto convincersi dell'incapacità di avere in se stessi la propria identità, in realtà dietro le cose rubate si cerca il io di cui siamo stati derubati da se stessi.
9. Non dire il falso, questo dimostra che non conosci te stesso, la tua verità ti è estranea. Chi mente non inganna gli altri ma inganna sopratutto se stesso.
10. Non desiderare la roba altrui, perché il primo sintomo di chi non conosce se stesso è l'invidia, questa ti porta a vivere degli altri, sugli altri, dagli altri e mai in te stesso, tu guarda solo dentro di te e non fissarti maniacalmente sulle cose o la vita altrui.
Se tu non sei Dio di te stesso non incomincerai mai a comportarti come Dio, cioè nella pace la bontà e la gioia e per questo meglio derogare questo compito ad un altro Dio che ci faccia il miracolo.





Noi non siamo esseri umani che vivono un'esperienza spirituale, 
noi siamo esseri spirituali che vivono un'esperienza materiale. 
- Pierre Theilhard de Chardin -




Quando accetterai i tuoi difetti nessuno potrà più usarli contro di te, non ti possono più ferite parole o critiche esterne, ormai li hai fatti tuoi dal di dentro, sei immune al parere altrui. Soltanto tu puoi condizionare te stesso.






Beati quelli che sanno ridere di se stessi, 
perchè non finiranno mai di divertirsi !!!





Per conoscere te stesso devi stare da solo con la tua ombra, con le tue paure, con i tuoi limiti, soltanto in quel luogo interiore può sorgere la luce della tua verità, ed è allora quando scoprirai chi sei, e poi riderai di ciò che credevi di essere.


« È inutile aspirare a grandi realizzazioni spirituali finché non riuscirete a interrompere il corso chiassoso e disordinato dei vostri pensieri e dei vostri sentimenti. Sono i pensieri e i sentimenti che non dominate a impedire che si stabilisca in voi il vero silenzio, un silenzio che ripara, acquieta, armonizza…
Chi è riuscito a realizzare questo silenzio, comunica impercettibilmente un ritmo e una grazia a tutto ciò che fa. Si sposta, tocca gli oggetti, lavora, e invece di creare scompiglio diventa più attento, più delicato: è come se tutto in lui non fosse che danza e musica. Questo movimento armonioso che si trasmette a tutte le cellule del suo organismo non solo è benefico per lui, ma agisce anche favorevolmente su tutti gli esseri che lo circondano. Accanto a lui gli altri si sentono alleggeriti, liberati, illuminati, e in seguito provano il bisogno di fare degli sforzi per ritrovare le sensazioni che hanno vissuto vicino a lui. »
Omraam Mikhaël Aïvanhov




Ho parlato di te al mio psicanalista,
mi ha detto che è meglio per me se non ti frequento;
con te mi sento libero,
lo sa che mi innamorerò di te facilmente,
allora ho preso la decisione più terribile della mia vita: ho cambiato psicanalista.

L'ATEISMO NON E' ALTRO CHE UNA RELIGIONE COATTA O INCONSCIA
L'Ateo è il più grande credente che possa mai esser esistito, anzi è insito nella nostra natura il dubitare dell'esistenza di Dio. L'ateismo non è una mancanza di fede, è avere fede solo in se stessi, appunto come Dio, ma è credere solo in se stesso, appunto come farebbe Dio, perchè se Lui credesse in un altro gli sarebbe fedele e si sottometterebbe e, allora, che razza di Dio sarebbe? per questo chi si professa ateo non è altro che un Dio mancato, appunto il Dio in cui presume di non credere. Se poi fosse vero che siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio, Lui non potrebbe credere a nessuno altro in forma devota, quindi questa tendenza a non sottometterci è innata, fa parte della nostra umanità o, meglio, la nostra divinità da scoprire e realizzare. In conclusione potrei Dio che Dio è Ateo, non perchè non ci sia Dio ma perchè non può credere ad un altro che non sia se stesso ed è questo che pochi Veri Uomini fanno, ragione per cui non scoprono mai la loro grandezza umana. L'ateo crede comunque, crede che non esiste un Dio ma è proprio questa la sua fede e la sua religiosità, per cui l'ateo inconsapevolmente si professa Dio di se stesso mentre si nega a se stesso, sì è un atto volubile, tipico anche dei bambini, quel voglio ma non lo dichiaro, lei mi piace ma non glielo dico. 


Molti confondono la libertà con il libertinaggio che è la possibilità di fare quello che mi pare a prescindere se sia buono o cattivo, quindi penso che quella sensazione di fare e decidere qualsiasi cosa senza dover rendere conto a nessuno (neppure alla mia coscienza) sia libertà, invece è un miraggio assurdo, perchè spesso si rimane schiavi di quelle scelte scellerate: penso di essere libero perchè bevo ma sono schiavo del'alcool, penso di essere libero perchè mi sposo con chi mi pare ma poi sono schiavo di un compagno che mi condiziona la vita e via dicendo, gli esempi potrebbero moltiplicarsi all'infinito. Questa capacità di scegliere non è la libertà bensì il libero arbitro: possibilità di scegliere tra una cosa o l'altra. La libertà invece è molto di più, è altro, va oltre, è un frutto che si raggiunge dopo molte scelte e cadute, dopo molte esperienze buone e cattive. Si è liberi non quando puoi fare quello che vuoi ma quando sei capace di rinunciare a quello che vuoi riuscendo a capire che il volere spesso porta al condizionamento e quindi al male. ATTENZIONE: molti possono essere condizionati persino di abitudini buone, tipo essere altruisti, generosi, fedeli ad una religione, perfezionisti ecc.. senza accorgersi che sono schiavi quindi non liberi. Ahimè, quanti schivi latenti del bene ho conosciuti, non godono mai del bene che fanno, sono tristi e rigidi. La libertà invece è una consapevolezza ed una sensazione che ti confermano sempre che quello che vuoi o fai non ti condiziona qualora tu dovessi rinunciarvi e ce la fai a rinunciarvi perchè sei libero per quanto sia buono o bello quello a cui devi rinunciare.


Il perdono nasce dalla comprensione e mai dal pentimento, la comprensione porta pace mentre il pentimento porta dolore e spesso un dolore silenzioso e coatto. Infatti spesso le persone dicono che si pentono e continuano a fare gli stessi errori, perchè? perchè manca la comprensione. Ma la comprensione non viene dalla ragione, non è capire, le persone capiscono bene che agiscono anche male, il problema è che la comprensione con - prende (prendere con, cioè insieme) anche il cuore e non solo la testa, vuol dire sentire insieme all'altro quel male che io gli faccio, sentire come io lo faccio sentire, in altre parole empatia pura.


Il lavoro su di sé è scoprire ciò che non si è. La massima filosofica più antica rimane un pilastro fondante e fondamentale: "Conosci te stesso". Ma come si fa? Nominando un "io", una parte di sé che osserva la propria meccanicità dei comportamenti fisici, emotivi e mentali. Ci ho provato per anni a nominare un "io" che mi facesse di terza persona dal di fuori per osservarmi, ma inizialmente mi sono soltanto illuso ed ingannato. Perchè? perchè il IO da solo si rispecchia e si inganna (specchio specchio delle mie brame chi è il più ...?), mi spiego meglio: L'occhio vede ma non vede se stesso, un dente morde ma non si può mordere da solo, una mano prende ma da sola non si può prendere, lo stesso il cervello da solo non si può capire e il cuore da solo non si può auto sentire (lui ti dice che noi sei pazzo, ma tu ci credi?), in termini filosofici si dice "noi non siamo esseri auto determinanti" e cioè che da solo non posso arrivarci nemmeno alla mia vera solitudine, perchè siamo esseri in relazione (nati anche da una relazione), anche un atomo da solo non produce campo elettrico (non c'è luce= conoscenza=verità). Dunque serve nominare un "Tu" già di per sè esterno. Da solo posso venissimo ingannarmi, tipo dire che sono bravo, che ho ragione, che quel che penso è giusto, che il mio Dio è quello vero, ecc... ecc... ma continuerò sempre a cantarmela e suonarmela da solo!. La natura ha disposto l'altro (l'alterità) l'essere in due per comprendere la bellezza della dualità. Il TU ovvio se è il tuo compagno alla tua altezza e alla tua bassezza, è ottimo, sarebbe l'ideale perfetto, con il compagno non ti puoi sbagliare: viene fuori il tuo caratteraccio, i tuoi difetti, i tuoi limiti ma anche le tue virtù, qualità e potenzialità. La vita di coppia è una psicoterapia naturale di una raffinata qualità e profondità. Quando ti guardi negli occhi amorosi del tuo compagno vedi oltre la tua mente, oltre il tuo cuore nel bene e nel male, il IO dell'amato è l'orizzonte più basto che io abbia mai conosciuto e sentito. Comunque caro Eddy Pellegrino, c'è anche la possibilità di farlo DA SOLI in modo assoluto come tu hai detto, nominando questo io dall'io stesso ( si nomina tra parenti come in burocrazia... "nomino mio figlio vice preside", tutto rimane in famiglia, quindi nepotismo mentale), ma è molto rischioso, ci vuole una lucidità mentale non indifferente, una probità intellettuale molto avanzata e matura, una sincerità con se stessi quasi da illuminati. Io l'unico ponte che ho potuto veramente attraversare per arrivare al IO è stato un TU (questo è dualità pura ed assoluta, il io da solo crea il dualismo perchè non esce mai da sè e vede solo una parte contrapposta all'altra, è un pupo che da solo non cammina, gli ci vuole il passeggino , il Tu , la mano amica), eppure ci ho provato da solo per molti anni (ho fatto vita eremitica nel deserto senza contatto alcuno con la civiltà per molti anni) ma quella resta una strada pericolosa ed illusoria, un vero miraggio psichico.


IL DOLORE NON E' COMPRENSIBILE, INUTILE FARSI UNA RAGIONE, FATTEVI UN SENTIMENTO.
Uno dei tormenti più quotidiani che vivono le persone sono le sofferenze interiori, quelle dell'anima (cuori infranti, coniugi che ti sono infedeli, genitori che abbandonano i figli, amici che ti ingannano, ecc...), come un anticorpo la mente con i suoi pensieri cerca IL PERCHE?... e qui la mosca cercando la luce oltre la finestra non fa altro che sbattersi la testa contro il vetro. Dobbiamo farci una ragione ed è questa: la ragione non può capire il dolore, non ha i meccanismi per sganciarsi dalla sofferenza, anzi più ci pensi e più soffri, più allarghi le ferite e più sanguini, il peggio è che con le tue lamentele insanguini anche coloro che ti stanno intorno, il dolore poi non è condivisibile, nessuno può prendere una parte del tuo dolore. Molti si ingannano dicendo: ho bisogno di parlarne con qualcuno (il Cireneo che ti aiuta a portare la croce), ma a livello psicologico non funziona, gli altri ti coccolano (ti capisco, mi spiace, non doveva succederti, tutto passa vedrai...) con tutte queste frasi infermieristiche, ma tu rimani lo stesso col tuo dolore. Anzi potresti anche far soffrire gli altri, perchè saranno sempre degli incompetenti per quanto si dimostrino altruisti ed attenti ad ascoltarti. La devi smettere di piangerti addosso con la ragione, tu devi ascoltarti da solo, inizia a sentire quel dolore (è amaro certo, ma quale purga è dolce? quella dei bambini, ma tu sei adulto o no?). Se inizi ad ascoltarti comprendi che farsi una ragione è inutile, la testa non ci arriva, quando si soffre non si pensa tanto meno si ragiona, devi far uscire la testa o la ragione dai suoi binari attraverso degli stratagemmi, il più efficace è il gioco (col gioco i bambini fanno qualsiasi cosa, persino mangiarsi la zuppa di verdure!). Se una persona ti ha ferito, non ci pensare, agisci, scrivi il suo nome in un pezzo di carta e poi buttalo alla spazzatura, anzi scrivilo anche sulla carta igienica pulisciti a dovere e buttalo... ti sembra uno scherzo? vedi che il tuo cervello si sente già spiazzato con i miei consigli? perchè deve uscire dai suoi schemi, e solo con i sentimenti si può smontare il dolore, non con la testa. Se hai bisogno di pace prendi un bicchiere d'acqua mettici il dito dentro e scrivi con il dito PACE e poi bevilo, ti sembra una stupidaggine? certo perchè usi il cervello, se tu usassi più il cuore tutto cambierebbe anche il tuo dolore. Ricordi i vecchi sciamani che ti chiedevano un vestito del tuo amante e poi lo legavano ad un palo? oppure una bambola con il nome del tuo ex e lo riempivano di aghi... vi fa ridere vero? sì, sono fattucchiere, malocchi, ma non li vedete con gli occhi del cervello altrimenti sono atti da maghi da 2 soldini, inutili, se invece li fate col cuore (sicuramente non mettere aghi al bambolotto che fa le veci del tuo ex, gli aghi sono per te, per il tuo dolore non per l'altro, non si fa del male all'altro volendo il bene per te) troverete il modo di scaricare le forze negative e fermare l'emorragia dell'anima. Gli esempi sono infiniti, se ti ascolti troverai i tuoi rituali (ti ha lasciato il compagno? scrivi il suo nome sotto le scarpe e vai a farti una corsa... più corri meno ti raggiunge e meno ti senti da lui o lei calpestato)... e via dicendo, basta che ti ascolti col cuore, mai con la testa.
PS: questi rituali fanno fatti finchè non inizi a sentire sollievo, allora vuol dire che il cuore prevale sulla mente, altrimenti vuol dire che la testa non molla la preda del dolore ed invece di liberarti dall'amarezza sei tu che diventerai amaro ed acido. Finchè il dolore rimane dentro di te nella testa fa corto circuito -testa e cuore si scontrano- se invece fai questi piccoli rituali sono come lo scarico a terra, la positività riequilibra il sistema nervoso e tutto funziona. Siamo energia, il nostro sistema nervoso è un perfetto impianto elettrico. 



INGRESSI SEGRETI 
Tutti noi abbiamo ben presente come sono fatte le nostre case, le ville, i palazzi, persino i negozi, i teatri, ecc... hanno tutti un ingresso principale, il grande portone, l'immenso cancello. Però per chi li abita, c'è anche una porta laterale, un dietro le quinte, un passaggio segreto, anche da bambini quando facevamo le nostre capanne e tane ci inventavamo la porta magica invisibile a tutti tranne agli eletti. E se pensiamo alla casa del nostro corpo? E' chiaro che le porte sono i sensi esterni, ma avete mai pensato ai sensi interni? Non vi meravigliate se alcune persone non capiscono le loro emozioni, se non sanno gestire la loro ansietà, se sono sopraffatte dai loro pensieri... semplicemente non conoscono i passaggi segreti, non sanno come entrare dentro se stessi, hanno perso l'orientamento, non hanno accesso al dietro le quinte, alla porta posteriore, loro sono come ospiti nel proprio corpo non padroni di casa, entrano soltanto dai sensi esterni (vista, udito, olfatto, gusto e tatto) vivono in superficie, in balia di quello che sentono senza approfondirlo, di quello che vedono senza capirlo, di quello che mangiano senza digerirlo, di quello che toccano senza percepirlo. Ma quanti sono i sensi interni e quali sono? Beh, qui c'è una gran confusione, ovviamente le scuole di pensiero sono molte e diverse, ognuna segue diciamo colui o colei che scendendo nelle proprie profondità interiori le descrive in maniera personale, donde diversi nomi per i sensi, alcuni persino ne trovano 4 sensi ed altri 6. Io sono per la simmetria e trovo che abbiamo anche 5 sensi interni molto ben collegati a quelli esterni (ne abbiamo già parlato a lungo nella pagina "Che cos'è l'anima", sempre sul nostro blog). Se non conoscete i sensi interni e li vivete in profondità potete essere sicuri che non avete mai vissuto ma soltanto vegetato, la dimensione più essenziale del vostro essere è stata a voi negata da voi stessi, girate nella dimensione animale ma non avete ancora scoperto la vostra essenza umana e divina. 



Non raccontare i fatti tuoi a chi ti dice quegli degli altri, perchè poi racconterà agli altri quelli tuoi. Molti ti fingono fiducia e ti parlano dei loro affari soltanto perchè tu ricambi con la tua intimità, devi ricambiarli altrimenti si offendono, si fingono aperti perchè tu ti apra, ma in realtà loro non hanno nulla da dire, perchè il pettegolezzo è sintomo di una vita vuota, che gode riempiendosi di quella altrui.



SMONTARE L'EGO PER FARNE LEGO?
Da piccoli uno dei giochi più affascinante è stato il Lego, quei mattoncini che rammentano gli atomici di cui tutto è costruito e costituito, proprio come l'Ego psichico in noi che impregna, si appropria, vuole ogni cosa possedere ed prenderne forma, di fatto con il Lego puoi costruire qualsiasi cosa. L'Ego !!! uno dei miraggi psichici più spettacolari della mente umana. Una volta che te ne sei accorto che è l'Ego ad intralciare ed ostacolare la via della crescita interiore, cosa fai? i consigli puntano tutti a distruggere l'Ego, a nasconderlo, a metterlo da parte, a levigarlo, tagliarle le gambe, abbassarli la testa, renderlo umile e via dicendo. E per anni non fai altro che lavorarci su e contro questo Ego. Poi alla fine quando pensi di esserci riuscito cosa succede? che senti quella soddisfazione di averlo sconfitto ma... quella soddisfazione è di nuovo il suo respiro, perchè non puoi estirparlo senza aver l'Ego per farlo, non puoi smontarlo senza la sua stessa forza e spinta, è l'Ego la stessa forza che ti porta a fare un tale eccidio, per cui più lo uccidi e più lui di nasconto prende forza sotto altre sembianze... ahahaha quanti essere spirituali ho conosciuto di sentirsi umili per aver domato il loro orgoglio invece sono orgogliosi di essere umili, ma l'orgoglio ( che è l'Ego fiorito) è sempre lì a sorridere come un vero Joker. Come hai detto te caro Eddy Pellegrino, finchè non capisci che è un complice, che è un ombra dentro la quale puoi far brillare la luce, non si comprendere che l'Ego è un nemico da conquistare non da eliminare (ama il tuo nemico disse qualcuno nel vangelo, perchè siamo noi i nostri peggiori nemici in prima istanza). Finchè non diventa Egoismo siamo salvi, ma ahimè già da bambini non fanno altro che farci cresce puntando tutto sulla costruzione del nostro egoismo, siamo ormai arrivati alla società del selfie (appunto che in inglese non sarebbe altro che la VEDUTA del proprio Ego adorata... dal inglese SELF = SE STESSO = EGO). L'Ego collettivo che stiamo oggi costruendo è l'anima di quella Matrix meccanica di quel meraviglioso film dei fratelli Larry e Andy Wachowski.

L'UOMO HA ABBANDONATO IL SUO REGNO ANIMALE
Nel dialogo del Protagora, Platone ci racconta il mito della creazione degli esseri umani a opera dei due titani Prometeo ed Epimeteo. Allorché i due fratelli furono incaricati di dare forma agli esseri che avrebbero popolato la terra, Epimeteo si mise all'opera per plasmare in modo armonioso i vari animali, facendo sì che nessuna specie sopraffacesse o annientasse un'altra: diede dunque velocità, zanne e artigli ai predatori (limitandone però il numero), forza, corna e zoccoli per difendersi agli erbivori, e così via. Tuttavia, quando Prometeo venne a controllare l'operato del fratello, vide che tra tutte le creature solo l'uomo era rimasto privo di difese, nudo e inerme di fronte a qualsiasi pericolo. Mosso a compassione, il titano rubò allora il fuoco a Efesto e la sapienza tecnica ad Atena, per donarli all'uomo. Forniti così di mezzi per sopravvivere, gli uomini rischiavano però di estinguersi a causa della diffidenza reciproca, che impediva la formazione di gruppi stabili e relegava gli individui alla solitudine.
Questo semplice racconto spiega in modo mirabile una situazione fondamentale per quel che riguarda l'istinto umano: finora abbiamo sempre detto che l'uomo appartiene al regno animale, ma dall'altra parte l'uomo sempre si è creduto una discendenza divina, cioè una creatura di Dio, appunto perchè la sua intelligenza lo mette al di sopra degli animali, ma ... in mezzo alla natura l'uomo pur dominando la natura si rivela alla fine disadattato nella natura, un qualcosa di mancante, anzi non in armonia con il Tutto, perchè? perchè è venuto a mancare il suo istinto animale, infatti Epimeteo diede tutti gli istinti agli animali, una volta arrivato all'uomo aveva le mani vuote. Gli animali non hanno bisogno di istituzioni, di leggi, di scuole, loro sanno cosa devono fare. Epimeteo significa quello che pensa dopo, un po è la figura degli sventati e spensierati, mentre suo fratello Prometeo significa quello che pensa prima, cioè prevede, ecco che lui per salvare l'uomo gli diede il fuoco degli dei: l'intelligenza. Ma è questa appunto che ci ha allontanato pian piano dalla natura, anzi siamo arrivati ad essere in conflitto con la natura e questa si ribella poi contro l'uomo, persino gli animali ci temono e fuggono, abbiamo perso il nostro istinto animale, per cui come dice il mito è proprio questo fuoco di Prometeo che ci divora, con il quale rischiamo di estinguerci e rimanere seppelliti nella solitudine. Politica e scienza oggi si servono della natura soltanto per sfruttarla materialmente, mentre le religioni hanno spiritualizzato tanto la natura e la materia da renderla nemica, perdendo quel sano rapporto che avevano le credenze animistiche primitive dove l'uomo è tutto uno con il regno animale e la sua natura.


A. JODOROWSKY – Monologo – coscienza
Mi piace sviluppare la mia coscienza, per capire perchè sono vivo. Che cos’è il mio corpo, e che cosa devo fare
per cooperare con i disegni dell’universo.
… Non mi piace la gente che accumula informazioni inutili.
Che si crea false forme di condotta, plagiata da personalità importanti.
Mi piace rispettare gli altri, non per via delle deviazioni narcisistiche della loro personalità, ma per come si sono evoluti interiormente.
Non mi piace la gente la cui mente non sa riposare in silenzio.
Il cui cuore critica gli altri senza sosta. La cui sessualità vive insoddisfatta. Il cui corpo s’intossica senza saper apprezzare di essere vivi. Ogni secondo di vita è un regalo sublime.
Mi piace invecchiare, perchè il tempo dissolve il superfluo, e conserva l’essenziale. Non mi piace la gente, che per retaggi infantili, trasforma le bugie in superstizioni. Non mi piace che ci sia un papa, che predica senza condividere la sua anima con una papessa. Non mi piace che la religione sia nelle mani di uomini che disprezzano le donne. Mi piace collaborare, e non competere. Mi piace scoprire in ogni essere, quella gioia interna che potremmo chiamare Dio interiore.
Non mi piace l’arte che serve solo a celebrare il suo esecutore.
Mi piace l’arte che serve per guarire. Non mi piacciono le persone troppo stupide. Mi piace tutto ciò che provoca risate.
Mi piace affrontare volontariamente la mia sofferenza, con l’obbiettivo di espandere, la mia coscienza.

E' IL CIBO LA FORZA CHE GOVERNA GLI ESSERI UMANI
E' stato il cibo a far sì che le civiltà si evolvessero sin dalla preistoria (l'uomo delle caverne che caccia, poi passa alla coltivazione e la conservazione), è la ricerca del pane quotidiano ciò che ci spinge ogni mattina ad andare al lavoro. Il nostro corpo ha bisogno di questa energia e noi ben 3 volte al giorno alimentiamo il nostro corpo (oltre a merende e spuntini vari). Se abbiamo fame il nostro corpo ce lo dice (languorino allo stomaco e se troppa fame anche crampi). Ma poi noi abbiamo altri corpi che abbisognano ugualmente di cibo, quali? non ne sentite la fame interiore? beh, la chiamano anima, ma in quanto è una dimensione data per Essere ha bisogno di potenze per manifestarsi e sono due: l'intelletto e la volontà (più comunemente le chiamiamo testa e cuore in senso figurativo). Nella Kabbalah ebraica  quest'anima viene distinta in 3 parti: 
  1. NESHAMAH o anima mentale (cioè la testa , l'intelletto)
  2. RU'AH o anima emozionale  (cioè il cuore, la volontà)
  3. NEFESH o anima (cioè la consapevolezza, l'unione piena dell'anima)
Una persona sana di mente, cioè psicologicamente, dovrebbe sentire anche la fame interiore, o meglio, diciamo che tutti la sentono ma pochi sanno riconoscere questa fame. Come? Avete mai sentito noia, tristezza, ansietà, voglia di fuggire, desiderio di sparire e via dicendo? ecco questi sono i languorini o crampi della fame interiore. Non dobbiamo soltanto cibare il corpo, dobbiamo anche cibare la testa e il cuore, e cioè dare buon cibo all'intelletto (leggere un buon libro, dialogare con persone energeticamente profonde, fare meditazione, cercare di fare una cammino spirituale, ecc...) e poi anche cibo alla volontà (essere in contatto con la natura, viaggiare, avere sane passioni, vita sessuale soddisfacente ed appagante, uno hobby, imparare un arte, ecc...). L'ultimo tipo di fame è molto più profonda e difficile da percepire, quella dell'anima energetica, è la bocca dello stomaco dello spirito, è una fame esistenziale e mistica, non si può descrivere chi la sente e la vive sa a cosa mi riferisco e sa ormai come alimentarla visto che è arrivato fin qui.

SENTIMENTI IN VIA DI ESTINZIONE?
Genitori, attenzione, educate i figli ai sentimenti. C'è un ondata di analfabetismo sentimentale che fa paura. Oggi i nostri giovani non sanno nè gestire le passioni e tanto meno farsene una ragione, non le conoscono. Allora, tutte le nostre passioni (che sono forze interiori, energia che si sprigiona in noi) subisce 3 tappe: la prima è l'impulso, la seconda è l'emozione istintiva e la terza è il consentimento razionale. Spieghiamole una ad una con degli esempi pratici, perchè questo è della massima importanza:
1. Quando un bambino schiaccia una cimice o delle formiche in giardino o prende a bastonate una pianta... questi sono impulsi, oppure fa la pipì per strada quando ne sente il bisogno. In questi casi il genitore dovrebbe far sì che il bambino raddrizzi questo impulso verso un qualcosa di costruttivo: non si uccide un animale, non si rovina una pianta per un gioco, non si fa la pipi ovunque. Se questo impulso non viene educato, cioè indirizzato al secondo livello, un giorno quel bambino farà la cacca su un marciapiedi senza un perchè, oppure non raccoglierà la cacca del suo cane, darà un calcio a un cane per sfogare una sua rabbia.
2. Dunque l'impulso deve trasformarsi in emozione. Facciamo un altro esempio. Un ragazzo sente l'impulso di toccare il sedere ad una ragazza, è un istinto animale, fa parte di noi, è normale, ma se quell'impulso non è stato educato, quindi insegnare a quel ragazzo che anche se quella ragazza ha un bel sedere, appartiene a lei e il suo spazio va rispettato e toccarla senza il suo consenso è farla sentire male, allora lui se la rispetta ha un valore, ecco qui l'impulso diventa emozione, si eleva a valore, da animale l'impulso diventa emozione umana, lui dona un emozione buona a lei: il rispetto. Questo ragazzo saprà rispettare la donna, invece chi resta ad impulsi non fa differenza tra corteggiare e stuprare una ragazza, è rimasto ad impulsi animali. L'emozione istintiva quindi deve essere colta come un valore e l'impulso si eleva, manca però la terza dimensione:
3. L'emozione non  basta, perchè in quanto istintiva è sempre una pressione interiore, un vulcano che rutta e potrebbe travolgerci, quindi lo si deve comprendere, farlo passare dal cuore alla ragione, il CON-SENTIMENTO, con sentire vuole dire dare a quella passione un sentimento, un colore, una bellezza interiore, un entità divina, questo è il sentimento, guardare quella formica o quel cane come parte della natura che non va schiacciata, guardare quel sedere di quella ragazza come un suo pregio e non va ridicolizzato o volgarizzato. Una persona con sentimenti è delicata, sensibile, moderata, giusta.
In conclusione, genitori educate i vostri figli al sentimento, i primi 3 anni sono indispensabili, dopo il 7 anno di vita è molto difficile raddrizzare gli impulsi dei bambini; se non siete all'altezza di spiegare loro questo processo, affidatevi alle fiabe, alla letteratura, ai bel film, in questi racconti i bambini imparano i sentimenti, dietro l'immagine dell'orso imparano la forza o la delicatezza, dietro la matrigna cattiva di Biancaneve imparano a difendersi dai falsi complimenti... il fatto che i genitori non leggono fiabe ai bambini è sconcertante, come è preoccupante il fatto che i nostri giovani non leggano più libri. Poi ci meravigliamo se per le strade vediamo gente violenta, donne stuprate, persone che fanno la pipi sui portoni.


"L’uomo che non conosce la tristezza non ha mai pensieri profondi".
Proverbio Cinese

E' STATO PREDESTINATO CHE NON ESISTE LA PREDESTINAZIONE
Da tempo memorabile è sempre stato sollevato il dilemma teofilosofico sulla "predestinazione" e io sono uno di quelli che si battono per abbatterlo: se la mia vita è già scritta, che merito ho nel fare una cosa buona oppure che colpa ho nel fare una sbagliata? nessuno, era già tutto scritto. Mi ha fatto quasi piangere un giorno quando Giuda va davanti al Padre eterno e Lui lo vuole condannare dicendogli: "Hai tradito il Cristo e sarai condannato" e Giuda rispose: "Ma Dio mio, era scritto nei profeti (nelle stelle) che sarebbe stato venduto per la salvezza di molti, dunque io ho pensato di compiere quella volontà, la tua volontà divina, ho pensato a quel poveraccio che si sarebbe macchiato di un tale orrore e ho voluto salvare pure quello!!!". Questa frase è lapidaria contro quel Dio che ha tutto scritto a tavolino: non siamo più umani, siamo come dei Robot, predestinati a compiere un copione, la libertà vien meno, siamo delle comparse. Io da questo Dio, e da questo tipo di stelle che mi si schiantano addosso, prendo le distanze. Ciò nonostante penso con certezza nel potere della LUCE, mi basta vedere le mie piantine in giardino: se le semino con la luna sbagliata le sue radice crescono o meno e lo stesso il frutto, mi basta vedere l'influenza della luce della luna sulle maree... perchè siamo fatti di energia ed ogni atomo che entra in contato con un altro, altera la sua vibrazione e la sua frequenza. Dunque per me non è che le cose siamo scritte e prescritte sulle stelle, ma in quell'energia di quella stella c'è una luce, una vibrazione che potrebbe influire su di me nella misura in cui io sappia conoscere quell'energia o meno. Dipende quindi da me e in questa visione vien salvata anche la mia libertà umana, perno della dignità e moto della volontà umana; dunque libertà di sottomettermi o meno a questa energia, in questo versante sono io che (se ho conoscenza) decido in prima istanza di fare o meno una scelta piuttosto che subirla involontariamente. In questo modo non esiste più la sottomissione ma un accordo, nessuno è sotto e nessuno è sopra, siamo in accordo, come le stringe di luce parallele nell'etere, siamo in sintonia. Le leggi della natura non ci sottomettono ma ci intromettono nella giusta direzione, sono le leggi dell'uomo che sottomettono donde il farle produce violenza, quelle della natura producono pace.
Tengo a chiarirmi: ciò che è scritto è la legge della natura, una tavola razza infinita, questa è la meraviglia di fronte alla quale io alzo la testa - non l'abbasso, non mi sottometto ala predestinazione,  la Natura in me non lo vuole almeno nel mio caso così la sento, ma su questa tavola o natura si possono scrivere liberamente infinite cose da noi in maniera libera, ma siamo noi a scriverle giorno dopo giorno con le nostre scelte e nessun altro in maniera telecomandata, almeno così la vivo io. 












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