RACCOLTA DIFFERENZIATA DI EMOZIONI

DAI CRISTALLI NON NASCE NULLA
DAL PATTUME CRESCONO I FIORI
MEDITATE SU CERTE IDIOZIE
VI AIUTERANNO A NON RICADERE
NELLA STESSA PATTUMIERA.
 Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla e riviverla.

SPIRITUALITÀ FAST-FOOD 
Cosa può venire fuori se coniugate la spiritualità a una cultura che celebra la velocità, il multitasking e la gratificazione istantanea? Fanno ridere e piangere certi titoli di alcuni libri, esempio: "10 passi per diventare attraenti ... come conquistare amici in un giorno ... 10 segreti per diventare leader ..." anzi vi dico l'ultima (l'ho vista personalmente in America tempo fa) era un cartello appeso ad un centro Yoga: "Gruppo Zen e Yoga vi aiutano a raggiungere l'illuminazione in una settimana. Soddisfatti o rimborsati!" 
Il risultato più probabile sarà la spiritualità “fast-food” e di un comportamento indigesto di falsa santità. Quest’ultima è il prodotto dell’illusione, comune e comprensibile, che la liberazione dal dolore proprio della condizione umana possa essere facile e immediata. 
Tuttavia, una cosa è certa: la trasformazione spirituale non si può ottenere in un batter d'occhi, 
come la crescita di un bambino non avviene di un colpo. 



SINDROME DEGLI ELETTI ED AFFETTI DI SNOBISMO

In tutte le culture e in tutti i tempi, sono sempre insorti spiriti con uno spiccato complesso di superiorità che trova, come la manna, nella spiritualità e il potere, il loro spazio infinito per il loro Ego. Il complesso degli Eletti non riguarda solo gli ebrei (il popolo Eletto da Dio), ma consiste nella convinzione che “il nostro gruppo è il più spiritualmente evoluto, potente e illuminato; che il nostro partito politico è non solo quello vero, ma l'Unico vero, che la mia pagina su Facebook sia l'Unica meritevole, in poche parole, è il migliore di tutti”. C’è una grande differenza tra il pensare di avere scoperto la via, l’insegnante o la comunità migliori per sé, e il pensare di aver scoperto “il meglio in assoluto”. Chi vi dice di avere ormai la verità assoluta sappiate che vi sta dicendo un errore 

(quindi una bugia inconsapevole). Sono personaggi affetti di solitudine e cercano compagnia nelle conferme, sono affetti di complessi d'inferiorità e cercano nelle lodi un sollevamento alla loro debolezza interiore, sono infine affetti di mancanza di affetto e cercano approvazione nei consensi altrui. Lo snob non è altro che un esiliato mentale e sentimentale, ma fa dell'esilio il suo regno illusorio di potere. 






SINDROME DEL BRANCO : la stupidità
Collegata alla sindrome dell'eletto è la sindrome del branco, ma questa è collettiva quindi cronica. Siccome colpisce la massa è frequente quindi in gruppi numerosi come sette religiose e ideologie politiche o filosofiche, persino movimenti culturali tipo gli ultras sportivi. Per quanto noi apparteniamo ad un gruppo non dobbiamo MAI lasciare che la nostra personalità singolarità ed la nostra iniziativa sia sommersa dalla mentalità del gruppo, allora diventeremmo bulloni impersonali di un motore. La mentalità settaria o malattia degli ashram, la mentalità di gruppo è un virus insidioso che contiene molti elementi tradizionali della codipendenza. Un gruppo spirituale decide in modo invisibile e inconscio quali siano i modi giusti di pensare, parlare, vestirsi e comportarsi. I gruppi e gli individui infettati dalla “mentalità di gruppo” rifiutano le persone, gli atteggiamenti e le circostanze che non rispettano le regole, spesso tacite, del gruppo. Chi è sommerso nel Branco non pensa: è pilotato sempre. Le vittime del branco sono spesso persone fragili, solitarie, ignoranti che abbisognano compagnia (pensate ai ragazzi a scuola, al bar o nelle comitive), pur di sentirsi accettati fanno qualsiasi cosa (ritrovano un senso di famiglia persa e vi danno la vita per ideali inesistenti). La massa è un mostro senz'anima. Due film emblematici di questa piaga sociale sono: Arancia Meccanica e Fight Club.










PAPPAGALLI SPIRITUALI, SUPEREROI SENZA SUPER POTERI
Una delle più sottili e false parvenze odierne è quella della conoscenza per "SENTITO DIRE" piuttosto che per esperienza. Leggono un libro di Psicologia e già dicono di essere psicologi, come se per diventare giornalisti bastasse leggere il giornale al bar tutte le mattine. Oggi una grande quantità di "paroloni" circolano con l'unico benemerito di far colpo, tipo "Ti amo ... sono me stesso .. sono sincero ... vivo l'ora e il presente .... ho acquistato la consapevolezza... sono nel risveglio .... vivo e lascio vivere, ecc" ... Tutte parole che siccome passano soltanto dalla testa ( e non ancora dal cuore, cioè vita) sono Eco, vuote, le parole che diventano luoghi comuni (come amore, essere se stessi, sincerità ecc..) perdono la sostanza a scapito della formAlità ... si ubriacano dicendo "vino". Risveglio..parola inflazionata ultimamente tanto che c'è il rischio di addormentarcisi sopra questo risveglio. E che dire della parola "consapevolezza" ecco un altra parola di moda che viene tritata e ritritata nei salotti chat e post ovunque.












CHI HA INVENTATO LA VERITÀ?

Un altra tendenza spazzatura (di cui Facebook è piena zeppa) sono i diritti d'autore di cui molti si arrogano i diritti quando da un lato predicano la verità, l'amore, la bellezza, l'altruismo e mille altre virtù... ma guai se qualcuno copia e incolla il loro pensiero. Ma da quando si è visto che il sole l'aria l'acqua è tua o mia ? la verità è di tutti, siamo tutti collegati, è un dono, la verità NON APPARTIENE A NESSUNO, SIAMO NOI AD APPARTENERE ALLA VERITÀ, ecco perchè i saggi non si firmano, Dio non mise un autografo sotto un tramonto o sopra una montagna;  se davvero vivete un concetto o idea dovere essere felici se qualcuno lo fa suo e lo copia e lo vive e lo condivide. Quando la verità non ti ha toccato nel profondo, allora pretendi tu di prenderla e farla tua....quando invece la lasci andare a tutti e per tutti è perchè lei ti ha reso libero. Criticate tanto la politica e la religione che fanno affari con le speranze della gente e poi noi qui vogliamo far i sapientoni in attesa del NOBEL di appartenenza (scrivete per la verità non per la vostra vana gloria). Io come Gesù vi dico, nelle mie pagine, venite, prendetene Tutti copiate e incollate, questa è la verità offerta a Tutti ... me compreso per primo!




ATTESTATO DI ILLUMINATO ... CON LODE E MIRACOLI CERTIFICATI
Siamo figli della pubblicità, dei cartelloni, dei crediti, delle raccomandazioni, delle carte bollate e firmate. OK lo accetto per certi versi (finti politici dentisti psicologi ed avvocati intasano gli elenchi ma...) inventare attestati per ILLUMINATI, per guaritori, per profeti, per MAESTRI SPIRITUALI è roba da psichiatria. 

Va bene che oggi gli attestati sono un altra modo, te li danno per tutto, e tu ti gonfi leggendoti il nome su quelle righe, ti coccoli appendendo attestati a coprire intere pareti dove narcisisticamente ti specchi l'Ego, ma l'attestati di illuminato non si può reggere in piedi e nessun chiodo al muro lo può sostenere.

Oggi assistiamo ad una produzione di massa di insegnanti spirituali che sfiora LA MODA. 

Vi sono molte correnti spirituali alla moda che sfornano una dietro l’altra persone che si ritengono a un livello di illuminazione spirituale ben al di là di quello effettivo. Questa malattia funziona come una sorta di nastro trasportatore spirituale: assorbi questa luce, abbi quell'intuizione e – boom! – sei illuminato e pronto ad illuminare gli altri allo stesso modo. Il problema non è tanto che tali persone insegnino, quanto che si presentino come maestri spirituali e fanno del male atroce (è una catena di autosuggestione mentale da brividi). Ricordatevi, certe persone che dicono di ESSERE ARRIVATI non sanno che su questa strada INFINITA non si arriva MAI!!! Chi dice di "essere arrivato" potete essere sicuri che è già morto spiritualmente. Chi pensa di sapere TUTTO ignora che il PIÙ è ancora da imparare. 

Il progresso spirituale termina ogni qual volta questa convinzione si cristallizzi nella nostra psiche, 

poiché quando pensiamo di aver raggiunto la fine, ogni ulteriore crescita è impedita.



SE HAI UNA PISTOLA PUOI RUBARE UNA BANCA
SE HAI UNA BANCA PUOI RUBARE TUTTO UN POPOLO
PER DI PIÙ IL FURBO BANCARIO E' LEGALIZZATO DALLO STATO

IL SIGNORAGGIO BANCARIO SPIEGATO A MIO FIGLIO 
(leggetela anche se un po lunga, è la storia del denaro e delle banche, mezz'ora per dare a tuo figlio una comprensione di un futuro migliore).

- Papa voglio cercare di capire cos’è il debito pubblico e poi su internet, su facebook, non si parla di altro se non di questo e del signoraggio bancario. Molte cose non le capisco, pare essere un argomento complesso.
- <<In realtà l’argomento non è complesso. Uno dei segreti della riuscita di questo sistema economico monetario sta proprio nella sua banalità, così semplice che è facile sfugga alla mente. Non ti fare spaventare dall’istituzionalità delle argomentazioni. Quando si parla di debito pubblico si parla dello stesso debito che tu concepisci benissimo riguardo l’acquisto di una lavatrice a rate. E’ la stessa identica cosa. Nessuno è più proprietario delle sue ricchezze e del suo benessere, ne della sua salute. E’ tutto prestato, tutto a debito, in tutto il mondo. Più una nazione è ricca più il suo debito è alto. E’ come se in questa casa fosse vietato possedere qualcosa e fosse obbligatorio avere tutto in prestito a rate e con gli interessi. In un mondo così chi ha più cose di conseguenza ha più debito.>>

- <<E’ questo sarebbe il signoraggio bancario?>>

- <<No, questo è il sistema economico basato sul debito. Il signoraggio è solo una piccola parte di questo sistema anche se nell’ultimo decennio se ne sono esasperati i limiti tanto che il signoraggio bancario si è trasformato molto. Si continua ad usare questo termine per sintetizzare il concetto di privatizzazione della moneta e del guadagno che le banche private come la BCE e la Federal Reserve ne ricavano distribuendola, ormai a prestito e a debito.>>

- <<Non credo di aver capito.>>

- <<Ok. Cercherò di raccontarti la storia in modo da farti degli esempi facili perché sta nella semplicità il trabocchetto. Sei pronto? Seguimi bene.>>

- <<Ci sono!>>

- <<Tutto nasce in Italia (cominciamo bene!) con le repubbliche marinare, specialmente quelle di Genova e Venezia. Dai porti di queste città partivano navi cariche di beni dirette verso altre nazioni, città, repubbliche. Le merci trasportate venivano vendute o in cambio di altre merci o in cambio di monete (gettoni in verità) d’oro. Tutti i beni avevano un valore di mercato basato sull’equiparazione con altri beni o sul valore in oro deciso dal mercato.>>

- <<Come oggi?>>

- <<Da questo punto di vista si, esattamente come oggi. Quindi le navi trasportavano merci e monete d’oro. Puoi capire il rischio che si correva nei mari durante i viaggi dal porto di Genova sino in Turchia a causa dei pirati e del rischio di essere derubati dell’oro una volta sbarcati a destinazione. Nessun ladro può rubarti sotto il naso 10 carcasse di mucche, ma può benissimo portarti via un piccolo forziere di monete d’oro. Per risolvere questo grave problema la repubblica marinara di Genova, forte del suo impero e del suo mercato in tutto il mediterraneo, decise di creare la prima moneta cartacea, anzi, il primo “titolo” pagabile a vista al portatore, numerato, protocollato, certificato. Perché tutto funzionasse però c’era bisogno che nei luoghi di destinazione dei mercati vi fossero degli istituti delegati dalla repubblica di Genova, affinché si potessero cambiare questi titoli ricevendo in cambio oro. Così nacquero le banche. I mercanti caricavano le navi di merci e invece di caricare forzieri di oro andavano in banca e si facevano dare un titolo che valeva quanto oro si sarebbero dovuti portare. Questo oro veniva versato in banca in cambio del titolo.

A destinazione i mercanti vendevano la merce che trasportavano e ne acquistavano altra per caricare le navi, ma non pagavano più con l’oro (sia in forma di “moneta” o gettone, sia in forma di lingotto) bensì con questo titolo. Il mercante straniero riceveva tale titolo grazie al quale poteva andare in una banca affiliata in zona, presentarlo e ricevere in cambio tanto oro quanto valeva il titolo. Quindi se il portatore aveva un titolo che valeva 100 gettoni d’oro, presentandolo in banca questa prendeva il titolo, lo distruggeva dopo averlo protocollato come “cambiato” e consegnava al portatore 100 gettoni d’oro.>>

- <<Così sono nate le banche?>>

- <<In un certo senso… diciamo che era nato il servizio di deposito bancario. Un servizio utile direi.>>

- <<Eh si, utile e intelligente!>>

- <<Già. Ma a qual punto, una volta che il sistema di credito a distanza era stato accettato ufficialmente in tutto il mediterraneo, accadde l’imprevisto! I titoli avevano acquistato talmente tanta fiducia nei portatori che erano pochi coloro i quali avendone uno si scomodavano per andarlo a cambiare per ritornarsene con le sacche piene di oro. Primo per scomodità di trasporto, secondo per il rischio di essere derubati. Così pochi cambiavano il titolo in oro e molti invece compravendevano beni scambiandosi i titoli. Ora si che si può dire che erano nate le banche! Queste avevano i caveau pieni di riserve di oro e la popolazione mediterranea faceva mercato con i loro titoli perché si fidavano del sistema. Il titolo valeva sicuramente tanto oro quanto riportato sulla facciata del titolo.>>

- <<Ed era vero?>>

- <<Accidenti se era vero!>>

- <<E cosa c’è di sbagliato in questo?>>

- <<In questo niente, ma la storia non finisce qui. Si affaccia il primo lato oscuro del sistema bancario nel momento in cui le banche si accorgono di avere molto oro depositato e inutilizzato, quindi fermo.>>

- <<Perché tutti utilizzavano la moneta cartacea e i titoli lasciando l’oro in banca come deposito reale della loro ricchezza.>>

- <<Proprio così. Da questa constatazione partì un ragionamento di tipo algoritmico, statistico. Le banche erano interessate a un dato molto importante: quante persone andavano a ritirare contemporaneamente l’oro scambiando con questo i titoli? Il dato riportava un numero assai basso, nell’ordine delle unità percentuali. Assumiamo per comodo che la percentuale fosse del 5%. Questo voleva dire che solo il 5% dell’oro depositato in banca veniva richiesto, riscosso, movimentato dai clienti e che il restante 95% rimaneva costantemente in deposito. Allora perché non utilizzare questo oro, questo valore, immobilizzato? Perché non farlo fruttare? Fu così che le banche allora stabilirono una percentuale di “sicurezza” oltre la quale poter operare in tranquillità con l’oro depositato dai clienti, assicurandosi di avere una riserva aurea sufficiente ad affrontare eventuali richieste o picchi di richiesta di cambio oro/titoli. Questa percentuale venne stabilita nell’ordine del 20% circa. Fu così che nacque il concetto e il meccanismo di “Riserva frazionaria“. Questo sistema permetteva alle banche di poter disporre del’80% dell’oro depositato per i suoi affari.>>

- <<Affari? Di che tipi di affari poteva occuparsi una banca?>>

- <<Prestiti. L’80% dell’oro poteva venire utilizzato per prestare oro, denaro, a chi lo richiedesse guadagnandoci l’interesse sul valore prestato, esattamente come gli interessi di oggi. Prestavano cento per riceverne centotrenta nel tempo. Fu così che le banche passarono dall’essere istituti di risparmio a istituti di credito e risparmio.>>

- <<Ma i clienti sapevano di questo meccanismo, di questo sistema, di questo business fatto con i loro soldi e con le loro riserve di oro?>>

- <<Qui la cosa inizia a farsi complicata. I clienti non potevano sapere questo o non si sarebbero più fidati di una banca che utilizza l’80% dei tuoi risparmi per prestarli in giro e guadagnarci. Quindi nacquero nuovi tipi di contratto, nuove clausole. Si faceva firmare il contratto dove questo veniva detto, ma in forma molto poco chiara e trasparente, altrimenti, ripeto, nessuno avrebbe più affidato i suoi risparmi a una banca. Inoltre, per invogliare gli utenti a versare i loro risparmi in banca, venne inventato il tasso di interesse sui soldi versati sul conto, quindi anche il cliente guadagnava se affidava i suoi risparmi alla banca. Conveniente no? Perché tenermi l’oro o i soldi/titoli sotto il materasso quando depositarli in baca significava anche guadagnarci nel tempo?

Certo nessuno si domandava seriamente come fosse possibile fare soldi dal nulla, come fosse possibile che una banca da una somma X versata potesse ritornarti indietro una somma X + q. Come si dice “a caval donato non si guarda in bocca”. Ai clienti veniva data, distribuita, una parte di guadagni derivanti dai finanziamenti. In effetti il sistema era geniale. In questo modo si facevano soldi dal nulla e inoltre si distribuiva tra la popolazione più moneta e oro di quanta in realtà non ce ne fosse in deposito, in reale ricchezza. Fu così che per la prima volta la ricchezza reale divenne man mano ricchezza statistica. Questo sistema è andato avanti per secoli, evolvendosi e strutturandosi sempre di più. Inoltre è facile capire come il fare soldi dal nulla avesse portato le banche a diventare straordinariamente ricche! Lo stesso sistema della ricchezza statistica venne utilizzato dalla assicurazioni, ma questa è un’altra storia che ti sarà più facile capire ora che inizi a conoscere il sistema economico basato sulla moneta.>>

- <<Quindi il signoraggio cosa sarebbe?>>

- <<Non ho mai parlato di signoraggio. Molti confondono questo termine e lo utilizzano a sproposito per indicare un problema più grande, le cui origini ti sto spiegando. Alcuni utilizzano questo termine come convenzione per intendere il concetto di “nuovo sistema monetario internazionale”.>>

- <<Nuovo?>>

- <<Esattamente. Come ti stavo dicendo il sistema si è evoluto sempre di più e la ricchezza dell’occidente galoppava in modo così veloce che il sistema economico e monetario faticava a seguirla. I soldi iniziarono a non bastare più, soprattutto dopo la rivoluzione industriale sino ai giorni nostri. Così le banche furono “costrette” a rivedere i numeri, ad osare, ritoccando come prima cosa la percentuale di riserva frazionaria. Inizialmente la riserva frazionaria era del 20%, pensa che oggi è al di sotto dell’1.5%. Questo si è ottenuto con una sponsorizzazione dei prodotti finanziari. Siccome l’unico ostacolo al ribasso della percentuale della riserva frazionaria era rappresentato dai cittadini che ritiravano i soldi agli sportelli, si è cercato di diminuire drasticamente questo fenomeno, cercando di incentivare sempre più i contribuenti a investire il loro denaro e a non prelevarlo, ne a tenerlo fermo.

Questo enorme flusso di denaro, queste continue iniezioni di moneta portarono subito come conseguenza un fenomeno finanziario chiamato inflazione.>>

- <<E cosa è l’inflazione?>>

- <<Se dovessi parlarti dell’inflazione dovrei aprire un grande capitolo a parte. Quindi, al fine di proseguire con l’illustrazione del funzionamento del sistema bancario, ti rimando a una definizione da manuale che ti lascio per compito:

In economia il termine inflazione indica un generale e continuo aumento dei prezzi di beni e servizi in un dato periodo di tempo che genera una diminuzione del potere d’acquisto della moneta.
Con l’innalzamento dei prezzi, ogni unità monetaria potrà comprare meno beni e servizi, conseguentemente l’inflazione è anche un’erosione del potere d’acquisto. Capirai da solo che questo sistema, così portato all’estremo, non poteva reggere se non incentivando un sistema del debito, secondo il quale tutto, dal denaro ai beni, doveva tendere ad essere prestato.>>

- <<Altrimenti addio riserva frazionaria…>>

- <<Proprio così. Ma da questo momento entra in gioco la seconda grande mutazione del sistema bancario dopo quella dell’introduzione della riserva frazionaria: la gestione privatizzata del debito tra paesi e la centralizzazione del problema dell’inflazione. In poche parole gli stati non riuscivano più a mantenere in equilibrio un sistema completamente virtuale, soprattutto non riuscivano a scambiarsi beni e servizi in modo equo ed equilibrato, pensiamo all’Europa e agli USA. Il sistema, la ricchezza, non poteva dipendere da quanto fossero bravi i singoli stati a tenere sotto controllo questo cavallo sbizzarrito del capitalismo sfrenato e senza regole. Fu così che invece di fare qualche passo indietro, invece di frenare durante questa impazzata corsa in discesa ripida senza freni, si incentivò il sistema ai limiti dell’insostenibilità. Gli Stati decisero di privatizzare la gestione della loro moneta in modo da delegare a privati sia l’emissione della moneta, sia il controllo dell’inflazione, sottraendo di fatto ai cittadini la sovranità monetaria. Secondo te i privati avevano a cuore il controllo dell’inflazione avendo in mano la gestione del denaro dell’intera popolazione mondiale? Tu lo avresti avuto così a cuore?>>

- <<Onestamente credo di no… e quindi cosa è successo?>>

- <<I privati si fecero carico del controllo dell’emissione monetaria e di tenere sotto controllo l’inflazione in cambio del guadagno provigionale sulla percentuale sui soldi gestiti ed erogati. Saltiamo qualche decennio e parliamo direttamente dalla BCE (Banca Centrale Europea). La BCE ancora oggi guadagna il 3% del valore facciale (quello indicato sulla facciata delle monete, ad esempio 100€) per ogni moneta stampata e distribuita. Immagina tutti i miliardi di euro che vengono immessi solo nel mercato europeo e fatti due conti!>>

- <<Il 3%? Ma è una percentuale che non ha alcuna giustificazione!>>

- <<Per questo prima di arrivare a questa soluzione si è fatta la propaganda sul concetto di libero mercato. A questo punto ti domando: quale interessa avevano realmente le banche private visto che guadagnavano il 3% su ogni moneta stampata?>>

- <<Beh, questa è facile: cercare di stampare quanta più moneta possibile.>>

- <<Elementare conseguenza. Ma non ti sei chiesto una cosa o l’hai persa di vista. L’oro, in tutto questo meccanismo, le riserve auree, che fine hanno fatto?>>

- <<Da quello che ho capito sino ad ora le riserve auree non corrispondevano più alla ricchezza messa in circolazione da un bel po’ di tempo direi.>>

- <<Esattamente! Si è perso completamente il valore reale della moneta. Questo valore è diventato del tutto virtuale e si basa completamente sulla fiducia che noi portatori abbiamo in essa. Ed è qui che interviene il concetto di signoraggio! Ma per signoraggio non intendo quello spiegato nei libri di storia riguardante il periodo del feudalesimo e nemmeno il concetto accademico bocconiano. Per questo concetto scolastico ti rimando ancora una volta a un compito da fare a casa e a informarti sul concetto ufficiale di signoraggio inteso sia come usanza medioevale sia come signoraggio bancario. Ti parlerò invece del signoraggio per come viene applicato in pratica oggi ed ha a che fare con la virtualizzazione del sistema monetario e sulla virtualizzazione del concetto di debito.>>

- <<Virtualizzazione? In che senso?>>

- <<Nel senso che il sistema bancario e monetario così come te l’ho spiegato sino ad ora in pratica non esiste più. Ti faccio un esempio tra come era prima e come è ora:

Partiamo dal presupposto scritto sopra secondo il quale a garanzia del valore reale della moneta non vi è più nulla, niente oro, niente ricchezza, se la moneta scompare, di conseguenza, scompare la ricchezza monetaria (ma non economica).

Quando la moneta e il debito erano reali:

Io prendo dell’oro, tutte le mie riserve d’oro e visto che non posso girare con lingotti e compravendere con blocchi di oro decido di stampare tanta moneta quanto oro ho. Se io presto questa moneta a te e tu non me la ridai, tu con quella moneta puoi comprarti tanto oro quanto vale. Quindi io ci ho perso il valore equivalente al valore della moneta che ti ho prestato. Per esempio ti ho prestato 10.000€? Se tu non me li ridai ci ho perso esattamente 10.000€.

Oggi invece funziona così:



Prendo dei post-it, diciamo 1000 post-it e li pago in totale 10€.

Poi su ogni post-it faccio stampare una cifra in euro, diciamo 10€. (Valore nominale)

Io presto a te 1000 post-it per un valore stampato pari a 10.000€. Ma io non ho messo in quei post-it 10.000€ della mia ricchezza, ma solo 10€ più l’inchiostro e il lavoro… assumiamo indicativamente 20€. (Valore intrinseco)

Se tu non mi ridai i post-it che ti ho prestato, io quanto ho perso nominalmente? 10.000€, ma realmente? 20€.

Io ovviamente faccio il gioco di arrabbiarmi come se tu mi avessi rubato ben 10.000€, ma dentro di me sono arrabbiato realmente solo per la perdita del 20€.

L’Argentina ai tempi del crack finanziario disse a tutti i suoi debitori: “sappiamo che il debito è virtuale… vogliamo parlarne davanti a tutti o facciamo finta di niente e manteniamo il gioco sino a che non si calmano le acque?”.

L’Islanda Idem: “decidiamo di non pagarvi 4 miliardi di euro”. Se veramente l’Inghilterra avesse perso 2 miliardi di euro (e altri 2 miliardi l’Olanda) non se ne starebbe li buona come se non fosse successo niente. Sono state combattute guerre e stermini di popoli per molto ma molto meno. Perchè? Semplicemente perchè le banche e il regno inglese non hanno perso 4 miliardi realmente, ma solo una microscopica parte di essi.

Ho cercato di spiegare la differenza tra valore nominale e valore intrinseco in “soldoni”. Il signoraggio, in pratica e non in teoria, è proprio questo, avallato e permesso dalla privatizzazione della moneta. Inflazione? Gli Stati occidentali decisero sin dagli anni 60/70 di privatizzare la moneta vendendo il servizio della manutenzione dell’inflazione ai privati ai quali hanno venduto la sovranità monetaria. Il punto è che è stato solo un grande inganno perchè, come vediamo, nessuno si è occupato di mantenere equilibrata l’inflazione e si è stampato migliaia di volte più denaro di quanta ricchezza possedessimo. Ed eccoci qui.>>

- <<L’esempio che mi hai fatto sui “post-it” però riporta un concetto nuovo e delle percentuali di signoraggio molto diverse da quelle che mi hai indicato prima. Inoltre da alcuni documenti in rete si parla di un signoraggio pari al 103%, in sostanza si dice che la BCE ci presta 100€ (che gli sono costate 30cents per la fabbricazione e distribuzione) e alla scadenza dell’obbligazione che si da in cambio della moneta (che certifica alla banca che quella moneta vale effettivamente 100€ e non 30cents) gli Stati, ovvero i cittadini, devono ridare 103€ alle banche private e sarebbe così che il debito pubblico cresce in continuazione. Ma da questo punto di vista le percentuali non corrispondono. Insomma la BCE ci guadagna il 3% o il 103% su ogni moneta emessa? C’è una bella differenza!>>

- <<L’incoerenza è solo apparente, nel senso che bisogna distinguere tra teoria, contrattualistica e pratica. Come ti ho spiegato sopra, oggi, in pratica e non in teoria, il sistema è molto simile a quello dei post-it. Per contratto tra Stati e banche private queste ultime guadagnano il 3% del valore nominale di ogni moneta emessa, non prestata, ma emessa e distribuita. Negli anni è accaduto che proprio a causa di tutto lo scelerato sistema che ti ho descritto, tutti gli Stati si sono continuamente indebitati siano ad arrivare a un punto di insostenibilità. A questo punto gli Stati hanno iniziato ad avere bisogno di moneta, di liquidità, di finanziamenti che esulano dal rapporto originale che regola il sistema Stato-banca privata. Gli Stati a chi chiedono soldi in prestito?>>

- <<Inizio a capire… alle banche, alla BCE!>>

- <<Già. Quando uno Stato ordina sovranamente la stampa di 100€, per contratto la BCE ne ricava 3€. Quindi il “signoraggio” equivale al 3%. Ma se lo Stato chiede in prestito alla BCE della moneta cosa succede?>>

- <<Succede che lo Stato deve ridare indietro alla BCE i 100€ più i 3€ derivanti dal contratto di stampa e distribuzione. Quindi il signoraggio bancario è di 100€ + 3€ – 30cents. Ma è legale tutto questo?>>

- <<E’ legale tanto quanto amorale e abominevole, soprattutto nei confronti dei cittadini che non hanno mai scelto questo sistema economico/monetario!>>

- <<Ora tutti gridano a gran voce di uscire dall’euro!>>

- <<L’euro è una moneta privata e fa parte del sistema economico basato sul debito e sul valore virtuale e non reale. Quindi qualsiasi movimento si faccia con l’euro, come con il dollaro, si crea matematicamente per sua natura debito e debito significa povertà. La moneta unica europea sarebbe una bella cosa, ma dovrebbe essere europea, del popolo europeo e non privata come spiegato sopra… esattamente come per il dollaro.>>

- <<Insomma, nessuno vuole pagare questo debito perché si dice non esista, ma è così?>>

- <<Come ti ho spiegato sopra, con l’attuale sistema monetario internazionale, il debito nasce virtuale, non reale. Purtroppo… grazie a un mercato del debito, proprio così, un mercato dove tutti comprano il debito di tutti (perché non si compra e non si vende più ricchezza da molto tempo ormai) il debito da virtuale passa automaticamente a reale. Come? I cittadini che investono i loro risparmi in obbligazioni statali (es. BOT), altro non hanno fatto che acquistare un debito e nel momento in cui lo hanno fatto il debito da virtuale è divenuto reale e a loro personale carico. Stessa cosa tra le nazioni. Se la Francia acquista del debito dall’Italia, nel momento in cui l’Italia non restituisce questo debito alla Francia non è la BCE a perderci (stampando questa denaro ormai dal nulla), ma la Francia e così via.>>

- <<Quindi come se ne esce?>>

- <<Nessun cittadino è disposto a perdere i propri risparmi, soprattutto se i risparmi sono consistenti. Il problema è che questa crisi economica andrà a toccare tutti, soprattutto i grandi risparmiatori e non si può tornare indietro. I medi e grandi risparmiatori sappiano che i loro risparmi sono solo debito e qualora non fossero investiti sono solo carta straccia senza alcun supporto di ricchezza reale sotto, come può essere l’oro.>>

- <<Leggo su facebook proprio ora di qualcuno che propone di ritirare tutti i soldi dalle banche e di comprarci dell’oro!>>

- <<Mi dispiace figlio mio, ma ti stai dimenticando di quanto abbiamo detto al riguardo della riserva frazionaria. La tua banca ha soldi solo per 1% dei correntisti. Su 100 correntisti che hanno versato ipoteticamente la stessa somma, solo uno riesce a ritirare i suoi risparmi.>>

- <<E gli altri?>>

- <<Per gli altri non c’è niente da fare, per quanto la teoria dica che il FMI (fondo monetario internazionale) garantisca un rimborso in 10 anni di cifre al di sotto dei 100.000€, ma in pratica non è così.>>

- <<Perché il FMI non ha fondi.>>

- <<Esattamente! E forse, dico forse, quei fondi di cui si parla non li ha mai avuti.>>

- <<Quindi in questo momento chi non ha niente, chi è povero o chi ha poco è fortunato?>>

- <<Oddio, fortunato è una parola grossa, diciamo che non perderà nulla di più di quanto non abbia già perso a causa di questo scelerato sistema socio economico e non mi riferisco solo ai soldi, ma anche a cose più importanti, come i figli e la famiglia, mentre chi ha molto perderà matematicamente molto e questo vale soprattutto per coloro che nei soldi hanno investito gran parte della loro esistenza.>>

- <<Quindi un cambiamento, una rivoluzione è inevitabile arrivati a questo punto. Ma cosa bisogna fare?>>

- <<Prima di tutto far sapere che sappiamo tutto e che conosciamo il passato e sappiamo capire il presente. Che questo scempio non si ripeta più, per i nostri figli perchè non possiamo più pensare solo a noi; cercando di salvare noi negheremmo un futuro degno ai nostri figli e soprattutto sarebbe assurdo cercare di salvare l’insalvabile.

Fate sapere che sapete… questo è fondamentale per cominciare a cambiare le cose.>>

- <<Lo farò!>>

TI HO DETTO CHE ARRIVO TRA 5 MINUTI ...
PERCHÉ' MI TELEFONI OGNI MEZZ'ORA?
Ho constatato che in alcune culture, come Africa o america latina, la vita è più lenta, non si è ancora schiavi del proprio tempo, ma neppure padroni del tempo altrui. E' indispensabile per l'equilibrio dell'anima seguire i ritmi della natura quindi non dover correre sempre come se ogni cosa fosse fatta a gara cronometrica. D'altra parte però, siccome viviamo anche insieme agli altri, penso sia una mancanza di rispetto e una dimostrazione di non affidabilità arrivare sempre in ritardo agli appuntamenti, perchè è un fregarsene del tempo altrui che ci viene concesso. Non essere schiavi del proprio tempo non significa essere padrone del tempo degli altri.

TELEDIPENDENZA
Uno dei più potenti mezzi di strumentalizzazione di massa e di lavaggio di cervello, nel potete subdolo macchinoso e latente è la TELEVISIONE. E' triste quando la gente fa della televisione il loro punto di riferimento. Una volta si diceva: "L'ha detto Socrate ... l'ho letto nella Bibbia ... è un detto dei monaci del deserto" oggi molti dicono : "l'ha detto la TV ... lo sentito nella televisione". Ahimè, facciamo della tv la nostra cultura affidabile di riferimento. Per non parlare della TV Babysitter. La tv ti riempie, sei passivo, ti butta dentro quello che lei sceglie (e la sua scelta è mirata all'idiozia collettiva), non è inter attivo come internet volendolo, perchè su internet sei tu a cercare quello che ti piace, quindi niente scuse se guardi solo cretinate. La TV però è il peggiore feticcio malefico che possa esserci in un focolare. 

IL FACILISMO CHE RENDE TUTTO
DIFFICILE E BANALE
Il facilismo è un virus della tecnologia che è passato al comportamento umano, tutto deve essere facile ed immediato: messaggi che arrivano subito, macchine che si guidano facile, lavoro fatto con facilità, il treno ad alta velocità quindi arrivo subito e facile … ecc; ma il guaio è che molti vivono il facilismo tecnologico con cui sono cresciuti anche nel cuore e nel cervello, voglio capire tutto subito e avere tutto facile quindi raggiungiamo subito lo scopo: donna voglio che me la dai subito, voglio la donna facile, voglio sapere tutto di te, voglio capire subito tutto, voglio subito l'illuminazione, voglio subito un lavoro e facile … E poi? Come i prodotti di consumo anche i sentimenti hanno la scadenza, oggi gli amori le amicizie gli affetti durano poco, come le macchine si devono cambiare, perché c’è sempre a giro di meglio e di nuovo. Nel giro del consumismo anche noi diventiamo prodotti di consumo, quindi sentimenti barattati come oggetti usa e getta. ma ogni cosa ha il suo tempo... l'amore non è subito e facile, come non lo è un frutto di un albero, e neppure la conoscenza interiore, non sono un fax, non arriva SUBITO. Ha voglia a far capire questo ai giovani di questa generazioni non abituati alle cose difficili di una volta… ma non è colpa loro, sono cresciuti in un mondo che va veloce e che cerca di render tutto facile, ma non tutto è possibile in questo modo, abbiamo bisogno della calma, della lentezza e di imparare che le cose difficili non sono per forza e sempre nocive, perchè la vita in se stessa non è facile per niente. 


STUDIA COSI NON DEVI LAVORARE ... 
Ecco come abbiamo rovinato i nostri figli: spesso diciamo ai giovani "studia, altrimenti devi sgobbare e lavorare sodo come me, fatti un titolo, se no, ti troverai a far lavori duri" ... ecco con queste parole i giovani da una generazione stanno crescendo con la paura di lavorare, il terrore della fatica fisica, studiano per avere quei finti lavoretti creati dal capitalismo che procurano soldi facili senza alcun sforzo, dimenticando che la società VERA ha bisogno di 3 volte al giorno di un contadino per mangiare e solo qualche volta nella vita di un ingegnere o di un avvocato o di un perito o dottore di chissà che cosa: il mondo è malato perchè pieno zeppo di dottori .... (ci siamo distaccati dalla natura quindi si valorizza solo la fatica mentale, quella fisica è degradante). Volete la prova che state rovinando i vostri figli? Chiedete loro di darvi una mano in casa, in semplici lavoretti: "fai il letto, sparecchia la tavola, lava la macchina... " e subito ti disarmano dicendo "HO DA FARE I COMPITI PER LA SCUOLA"... e noi abdichiamo, siamo impotenti, il loro tempo di studio è sacro, si devono formare dei futuri SCANSAFATICHE E SCARICABARILI con tanto di laurea.  Oggi lo studio è mirato all'INFORMAZIONE in vista di un status quo lavorativo e sociale e non mirato alla FORMAZIONE di vita (sentimenti, emozioni, carattere, senso dell'esistenza)... questa non è CULTURA UMANISTA ma strategie logistiche di mercato: fare il meno possibile per avere il più possibile. Se leggete bene tra le righe, non sto ridicolizzando i laureati (lo sono anch'io e ci sono quelli che per circostanze economiche lavorare e si pagano gli studi, ma per quale scopo?), ripeto, critico il sistema che ci illude a sopravvalutare l'avere a discapito dell'essere e, ahimè, si avvale anche della finta cultura scolastica che è nozionistica (avere nozioni) e non educativa (avere conoscenza umana, cioè non solo testa ma anche cuore). Se amate la cultura lo studio è un in più che vi farà piacere, ma se lo fate solo per avere un giorno soldi preparatevi alle delusioni, a meno che non abbiate le raccomandazioni perchè in Italia la meritocrazia non esiste, questa non è ancora una società civile dove si va avanti col progresso, è una mentalità parentale dove si va su se hai parenti che contano ed amici che ti spalleggiano (il classico nepotismo medioevale), infatti la frase più ricorrenti oggi a livello sociale nei rapporti è questa "ma tu conosci qualcuno?" al comune, alla posta, in questura, ovunque, tutti pronti con il moschettone per attaccarsi alla catena dei raccomandati. 



LA MANIACALE TENDENZA DEL SELFITIS 
Selfitis: farsi foto da protagonisti e pubblicarle in rete. Inizialmente è un desiderio di apparenza, di protagonismo, di farsi vedere nel mondo della rete, ancor meglio se accompagnati da personaggi famosi ci si sente altrettanto famosi, se in luoghi speciali o spettacolari ci sentiamo altrettanto speciali e spettacolari, ma in realtà nasconde un desiderio compulsivo di mancata autostima e di mancanza d'intimità vissuta e condivisa in maniera reale e personale. Dietro quest'immagine uno sguardo profondo non vede altro che vacuità ed ingenua stupidità.
Selfie = tendenza narcisistica maniacal di non saper distaccarsi dalla propria immagini 
da cui si è ormai invaghiti ed innamorati.

LA VERITÀ' DELLA FALSA PUBBLICITÀ' 
La pubblicità è la più grande delle spazzature con cui hanno monopolizzato la mentalità dei popoli moderni. Ti fa sognare con quello che non avrai mai, dedicando la tua vita a cose futili, trappole fantasmagoriche, obiettivi irraggiungibili, creati a tavolino da chi ti tiene prigioniero e schiavo del consumo. Ciò di cui vive il commercio è dell'INFELICITA' umana, le persone felici non consumano, sono ormai soddisfatti della loro interiorità, mentre la pubblicità odia l'essenziale, ama le apparenze, promuove la superficialità. Per creare i bisogni la pubblicità promuove l'invidia, l'egoismo, il carrierismo, il confronto spietato sull'avere. La pubblicità è quel potere illusorio di farti non solo credere ma persino sentire che non puoi vivere senza quel prodotto inutile che ti vendono ovunque.

LA DONNA MASCOLINIZZATA, L'ULTIMA VENDETTA DELL'UOMO SULLA DONNA
Dopo secoli di patriarcalismo, dopo secoli in cui la donna è stata segregata nel silenzio e priva di diritti, l'uomo industriale inventa l'ultima vendetta, la stoccata finale e mortale sulla donna: il femminismo (povere donne, pensano ancora che sono state loro ad inventare la liberazione femminile). Nel giusto tentativo di liberarsi dalla morsa maschilista, la donna chiede i suoi diritti, l'uguaglianza, il rispetto, l'emancipazione... l'uomo con finta riluttanza gliela concede, sapendo che lei invece di esigere dall'uomo il giusto comportamento copierà gli stessi sbagli dell'uomo, risultato: una donna maschilista, patriarcale, volgare (un uomo mancato come diceva Aristotele), il tutto ricoperto con l'onore della libertà. La donna mascolinizzata è il prodotto più raffinato del capitalismo: è oggetto di consumo, rinunciando anche alla maternità promuove la distruzione della famiglia e la vita dei single che spendono e consumano il doppio, la donna oggetto è la materia prima più preziosa per ogni commercio pubblicitario e materialista, la donna oggetto è un corpo senz'anima quindi una società che partorisce materia senza spiritualità (guerra coatta del potere politico contro la religione dispotica). La donna pensa che finalmente ha un ruolo nel sesso e una decisione, ma dietro questo valore a guadagnarci sono gli uomini: donne sempre più disponibili sessualmente, pronte a qualunque esperienza, a discapito sempre dell'onesta della stessa donna. Il cuore del femminismo ha una causa umana e una ragione morale dietro la quale si nasconde il falso sangue che lo fa battere: l'egoismo patriarcale e la prepotenza capitalista. La donna è sempre stata superiore, non guadagna nulla a mettersi al posto dell'uomo, è l'uomo che deve cambiare, è lui che è fuori posto non la donna. La donna invece cosa otterrà? non un uomo più virile ma l'uomo  con gli anni sarà sempre più effeminato o mammone (ovvio salvo le eccezioni, questo è un pensiero generico senza generalizzare). 

Freud l'aveva profetizzato: "L'effeminazione dell'uomo sarà il risultato dell'invidia coatta della donna per un patriarcato femminile", perchè in fin dei conti ad educare gli uomini maschilisti sono sempre e prevalentemente le donne (mamme). Se credete di avere ragione oh donne femministe, ditemi: dove è la vostra libertà? Libertinaggio sì e tanto, poter fare e disfare, ma libertà è ben altro, neppure gli uomini sono davvero liberi, sempre schiavi della sete del potere. Se parliamo di maschile e femminile a livello psicologico come attitudine caratteriali il discorso prenderebbe un altra strada; ma a livello sociologico, uomo e donna pur diversi sono programmati dentro un ingranaggio dove il maschile (operato, spettacolo, produttività, consumismo) sono la leva portante e vincente e se la donna vi vuole un ruolo deve snaturalizzarsi purtroppo.

Ogni estremismo è aberrazione ed errore, anzi orrore, per liberarsi dalla schiavitù della donna casalinga mai pagata e fabbricante di bambini non è tanto saggio accettare la schiavitù di una carriera, senza tempo, pagata meno dell'uomo e con la paura di licenziamenti per gravidanze o costrette a rinunciare alla famiglia o farsi la ragione della vita da single tanto sbandierata che però alla fin fine è piena di scompensi e vuoti che non vogliono gli interessati far vedere. Col femminismo l'uomo ha concesso alla donna soltanto il suo aspetto negativo e distruttivo (il maschilismo) ma quello positivo gliel'ha negato perchè neppure l'uomo a livello sociale l'ha maturato. 
La vostra lotta era giusta, i vostri ideali femministi erano splendidi,
ma dalla ragione siete passati al torto senza accorgervene 
perchè vi lodano per non farvi vedere dove si nasconde il tranello:
più in alto l'uomo vi mette e più facile per lui resta guardarvi le mutante
(proibito usare pantaloni, quella era una prassi femminista antica!).

« In realtà io disprezzo i reali. L'ho sempre fatto. È una favola senza senso. L'idea stessa della loro esistenza, in questi giorni in cui la gente muore perché non hanno abbastanza soldi per riparare il proprio radiatore in casa, per me è immorale. Per quanto posso vedere, il denaro speso per i reali è denaro bruciato. Non ho mai incontrato nessuno che li sostenesse e, credetemi, li ho cercati. Okay, c'è qualche anziano pensionato sordo di Hartlepool che ha le immagini del principe Edoardo attaccate in bagno, ma so che c'è un mare di persone che non vedono l'ora di sbarazzarsi di loro. È una falsa devozione. Penso che sia fascista e molto, molto crudele. Per me c'è qualcosa di drammaticamente brutto in una persona che può indossare un abito da 6.000 sterline, quando allo stesso tempo ci sono persone che non possono permettersi di mangiare. Quando la Regina si mette quel vestito da 6.000 pound, l'affermazione che sta facendo alla nazione è: "Io sono la fantastica regina, e voi siete dei contadini piagnucolosi". L'idea stessa che le persone potrebbero essere interessate a fatti riguardanti questo abito è un'enorme offesa per la razza umana. » .... Steven Patrick MORRESSEY

IL DEBITO DELLA PROSTITUTA
"Arriva un ricco turista tedesco. Si ferma la sua bella grossa auto davanti all'albergo della città, pone una banconota da 200 euro sul bancone e chiede di vedere le camere disponibili per scegliere una per la notte. per 200 euro, il proprietario dell'albergo gli dà tutte le chiavi e gli dice di scegliere quella che preferisce. Non appena il turista è sparito per le scale,
l'albergatore prende il biglietto di 200 euro, fila dal macellaio e regola il debito che ha nei suoi confronti.
Il macellaio si reca immediatamente da l'allevatore di maiali al quale deve 200 euro e paga il suo debito. L'allevatore, a sua volta, si affretta a pagare la sua fattura presso la cooperativa agricola dove acquista gli alimenti per il bestiame. Il direttore della cooperativa si precipita al caffè e risolvere il suo debito. Il barista porta il biglietto alla prostituta che gli fornisce i suoi servizi a credito già da un po. La ragazza, che occupa a credito le camere dell'albergo con i suoi clienti, paga la fattura all'albergatore che pone il biglietto sul bancone, là dove il turista lo aveva posato in precedenza.
Il turista tedesco scende le scale, e non essendo riuscito a trovare una camere di suo piacimento, raccoglie il suo biglietto e se ne va.

Nessuno ha prodotto niente!
Nessuno ha vinto niente!
Ma più nessuno ha un debito!!!

Ecco perché, in questo momento, le banche non hanno alcun interesse a prestare denaro. Le banche si arricchiscono finché siete indebitati"
La cosa bella di questa storia è che non essendoci interessi alla fine del giro sono tutti contenti, quello che succede nel mondo è che a giro completo ci sono talmente tanti interessi che nessuno riesce più a pagare nessuno e alla fine quando arriva il turista tedesco (la banca) l'alberghiere non ha più nemmeno i 200euro da restituire, allora il tedesco pignora l'albergo e tutti vanno a puttane a credito!!! (ma le puttane come le banche non ti fanno credito se non hai beni da farti spogliare)

PS: Interessante, con 200€ si sono pagati 1000€ di debiti e restituito 200€ al crucco! Se ci pensate bene è l'azione economica più semplice per far ripartire un'economia che langue....la circolazione di denaro unita alla velocità il tutto in trasparenza e con la convenienza di portare tutto in deduzione dalla denuncia dei redditi.

LA COMPETITIVITÀ 
Questa piaga nasce già in casa: sei messo a confronto con tuo fratello che è più bravo o tua sorella che è più ordinata, o tuo cugino che va meglio a scuola... a scuola poi non ne parliamo: una gara di umiliazione a chi acquista i voti più alti, a costo di copiare non importa, conta non quello che sai ma quello che dice la pagella. Importa esser promossi e questo non è collegato ad imparare bensì a vincere gli esami.
Il senso che si dà oggi al successo è in genere quello della sopraffazione e del trionfo sugli avversari. 
La stessa parola “competitività” ha assunto ormai il valore dell’arroganza di chi non guarda in faccia a nessuno pur di ottenere i propri obiettivi; anzi, chi non raggiunge il successo sperato viene considerato debole, prima ancora che incapace, un fallito. Oggi siamo abituati a considerare bravo e gentile colui che ha successo soprattutto nei campi che contano (potere e denaro), indipendentemente da come si comporta. Il vero successo dovrebbe diventare la possibilità di affermarsi come individui che non hanno alcun motivo di sopraffare gli altri; ciascuno impegnato nel proprio lavoro, pronto a fare la sua parte fino in fondo alla faccia della competitività che, per quanto vada di moda, socialmente è una porcheria.

OGNI UOMO E' UN ISOLA
“La civiltà moderna appare nella storia come una vera e propria anomalia: fra tutte quelle che conosciamo essa è la sola che si sia sviluppata in un senso puramente materiale, la sola altresì che non si fondi su alcun principio d’ordine superiore. Tale sviluppo materiale, che prosegue ormai da parecchi secoli e va accelerandosi sempre più, è stato accompagnato da un regresso intellettuale che esso è del tutto incapace di compensare. Intendiamo qui, beninteso, parlare della vera e pura intellettualità, che si potrebbe anche chiamare spiritualità.... La nozione di verità, dopo essere stata abbassata ormai a una semplice rappresentazione della realtà sensibile, è infine identificata dal pragmatismo con l’utilità, il che equivale alla sua soppressione pura e semplice; che importa infatti la verità in un mondo le cui aspirazioni sono unicamente materiali e sentimentali?”

(Renè Guènon – Simboli della Scienza Sacra)




LA SCUOLA... FABBRICA DI SMONTAGGIO 

DELLA PERSONALITÀ UMANA 

E DI ASSEMBLAGGIO DI MENTI VUOTE FATTE A D.O.C 

(di origine controllata)

PER L'ELITE GOVERNATIVA E PRODUTTIVA NO AD HOC

(nessuno controlla il governo)


ANOTHER BRICK IN THE WALL ( Pink Floyd)
We don't need no education. 
We don't need no thought control. 
No dark sarcasm in the classroom.
Teachers, leave the kids alone.
Hey, Teachers, leave the kids alone!
All in all it's just a, another brick in the wall.
All in all you're just a, another brick in the wall.






LA PALESTRA DELLA CHIESA, DOVE SOLLEVARE IL PESO DELLA COLPA CON L'UNICA FORZA BRUTA: AUTOSUGGESTIONE MENTALE, CHE MOLTI CHIAMANO POI FEDE.

Quando l'idea di Dio diventa un semplice palliativo con cui molti cercano di sentirsi a proprio agio, un po come quelli che vanno in palestra e credono di rimediare in un ora i disastri alimentari che fanno il resto della settimana, appunto, lo stesso PER molti in chiesa, basta loro un ora, una rata domenicale, per pagare il cielo e levarsi il carico di coscienza, mentre di Dio, come della salute fisica o dell'anima, alla fin fine non gliene frega proprio niente, è solo parvenze. A loro basta di apparire puliti, belli, santi, palestrati, invece Dio un secchio di immondizie dove scarichiamo nascondendo la nostra ipocrisia.




"Aiutami a guadagnare come un senatore,
facendo lo stesso"




SIAMO CLIENTI NON PAZIENTI

“Gli ospedali sono diventati delle aziende. Oggi il medico viene rimborsato a prestazione, che è una follia razionale, scientifica ed etica. Si mette il medico in condizioni di dover fare o di ambire a fare più prestazioni perché così si guadagna e quindi si inventano nuove malattie e cure, oppure si fanno interventi chirurgici inutili.”
(Gino Strada)

Conclusione: se il paziente guarisce il cliente non consuma e le case farmaceutiche chiuderebbero,

quindi manteniamo il cliente malato!!!

QUANDO L'UMANESIMO CI NASCONDE LA VERITÀ
Dopo moltissimi anni di studi nell'ambito della psicologia e frequentando anche gruppi di sostegno persino a livello spirituale, quindi ricerche sul IO, sull'anima, sull'Ego, lavori introspettivi sul carattere e il temperamento, ecc... mi sono tristemente accorto che psicologi, direttori o maestri spirituali, coach ed altri guru, non fanno altro che cercare la NORMALIZZAZIONE dell'individuo, e cioè che le persone finiscano per pensare e credere che sia NORMALE vivere nella società, trovarsi un lavoro, farsi una famiglia ed avere dei hobby. Ma ben sappiamo che questo è paradossale, perchè costringiamo l'individuo a conformarsi ed adattarsi ad una società malata dove non c'è spazio per l'anima nè per lo spirito. Le persone restano con l'illusione che pensare allo spirito sia essere spirituale, che pensare o avere solo il desiderio alla bontà li renda buoni. Temo che la dimensione interiore resti ancora teorica, virtuale, solo parole ma ben poco di concreto e reale, in poche parole vedo una spiritualità che rimane sul piano informativo e non formativo. La verità è che il sistema sociale è una fornace di nevrosi, che i governi sono poteri di assolutismo, che le religioni sono esaltazione dell'Io, che la scienza è un palliativo divino, insomma che non c'è speranza, ma fa paura sentire la verità, quindi illudetevi per sopravvivere.



SEI TU CHE POSSIEDI UN QUALCOSA O QUEL QUALCOSA POSSIEDE TE?
La tecnologia in quanto fatta materialmente di meccanismi programmati e controllati va contro le leggi dello spirito che ci abita, ma proprio per questo, le persone più diventano tecnologiche, vale a dire robotizzate e programmate, più perdono il contatto con la realtà, con la natura, con i sentimenti, con le proprie idee. Di fatto osservate con quanta mania credono di possedere nozioni avvenimenti persone, soltanto per averle nei loro selfies, nella raccolta foto, nelle cartelle dei loro files... basta averle per rassicurarsi. Una volta i tatuaggi ce li avevamo nella memoria, i ricordi erano pieni di emozioni, di canzoni, di profumi; Espressioni e sensazioni venivano colte al volo oggi soltanto nei selfies e poi nelle memorie dei microchips. La domanda quindi è: sei tu che possiedi un idea o è l'idea a possedere te? hai un lavoro o il lavoro ha te e la tua vita? se non hai tempo è perchè il tempo possiede te attraverso quello con cui hai riempito il tempo? Hai un anima che ti sei costruita o sei un anima che ti costruisce?



CAMBIAMENTI SOLTANTO ESTERNI
Tutto punta al cambiamento ma esterno, e quello interno invece? facile mettere i filtri per ritoccarsi il viso ma per cambiare il tuo carattere? filtri per nascondere le rughe, ma una virtù per spianare i tuoi difetti? chirurgie estetiche costosissime ma chirurgie etiche per eliminare le macchie dei traumi? Vestiti di ricambi odierni, ma dentro sei sempre lo stesso disordinato. Tutto il benessere quindi punta all'esteriorità alla superficialità, al corpo... diete, lifting, estetisti, messaggi, palestre, parrucchieri, abbigliamento, ecc... ma per l'anima esiste qualcosa? 


Nei tempi recenti l'uomo civilizzato ha acquisito una
energica forza di volontà che egli applica nelle più diverse occasioni. Egli ha
imparato a svolgere efficacemente il proprio lavoro senza ricorrere a canti o a
tamburi per ipnotizzarsi e spingersi ad agire. Egli può anche fare a meno della
preghiera quotidiana per invocare l'aiuto divino; egli arriva a fare da solo ciò che
vuole e a tradurre apparentemente le sue idee in azione senza alcun inciampo,
mentre l'uomo primitivo sembra condizionato a ogni passo da timori, superstizioni
e altri ostacoli invisibili che si frappongono fra lui e l'azione. Il motto «Volere è
potere» è la superstizione dell'uomo moderno.
Eppure l'uomo contemporaneo, pur di mantener viva questa fede, paga lo scotto di
una grave mancanza di introspezione. Egli resta cieco al fatto che, pur con tutta la
sua razionalità e la sua efficienza, «forze» non controllabili lo tengono ancora in
loro balìa. I suoi dèi e i suoi demoni non sono affatto scomparsi: hanno solo
cambiato nome. Essi lo tengono in uno stato d'agitazione incessante attraverso
vaghe apprensioni, complicazioni psicologiche, un bisogno insaziabile di pillole, di
alcool, di tabacco, di cibo e soprattutto imponendogli un pesante fardello di

nevrosi.
JUNG  - l'uomo e i suoi simboli -

In quel paese sperduto di Macondo, ci racconta Gabriel García Màrquez, nel suo celebre libro di "Cent'anni di solitudine", come la religione istituzionale era inutile nonchè triste e noiosa di fronte alla venerazione naturale di un popolo che cresce e nasce insieme e secondo la natura, quando dice che il Prete che era arrivato era "indurito dall'ingratitudine del suo ministero... si stupì dell'aridità degli abitanti di Macondo, che prosperavano nello scandalo, soggetti alla legge naturale, senza battezzare i figli nè santificare le feste. Pensando che nessun luogo avesse tanta necessità della semente di Dio, decise di fermarsi ... per cristianizzare. Ma nessuno gli fece caso. Gli rispondevano che erano rimasti senza prete per molti anni, che sistemavano le faccende dell'anima direttamente con Dio e che avevano perso la malizia del peccato mortale". A rifletterci bene, penso che Macondo primitivo si sia così evoluto fino a diventare l'intero mondo della cristianità odierna.

UN ALTRO DIABOLICO NATALE
Mi odiate perchè io odio il natale? no, vi dico il perchè mi odiate: perchè io vi dico in faccia cosa nasconde la vostra ipocrita e falsa felicità natalizia. Feste costrette come costretto è il vostro dovere di apparire felici, buoni, ottimisti. Tutto spruzza festa ma in un angolino del vostro cuore sapete che quest'armonia è finta come tanti alberi di plastica, è illusoria come tante luci di mille colori con cui cercare di nasconde il buio della vostra coscienza. E' una bontà indotta dalle apparenze, dai doveri famigliari e morali, tutto impacchettato come i regali, unico alibi con cui cercare di farvi perdonare dai vostri figli la vostra incapacità genitoriale. Per l’inconscio non esiste il Natale nè la Pasqua e tanto meno i compleanni o gli anniversari, esistono solo gli eventi da noi stessi introiettati ed accettati come importanti, ma se non siete importanti per nessuno? se non siete amati? se non vi sentite un Dio che nasce nel cuore di qualcuno che vi ama? se dentro non avete la stella o luce della pace allora sono tutte feste vane, effimere, false, solo rumore e chiasso, convenzionalità sociale e brutale. E poi dover cenare con chi non digerite, dover spendere soldi che non abbiamo per far felice chi di noi non sa cosa farsi e per far fronte alla pressione sociale per non sentirvi inadeguati rispetto alle nostre aspettative e a quelle degli altri e poi, siccome si avvicina l'anno nuovo, le aspettative non realizzate visto che a fine anno è inevitabile un bilancio, l'orizzonte è il solito piatto appiattito di noia e tristezza da tenere nascosta a tutti i costi. Tutta questa merda dovete addolcirla con nutella, panettoni e canditi con tanto di selfie e sorrisetti da cretini. L'unico regalo che dovete fare è a voi stessi: rinascete,  scoprite il divino in voi, distaccatevi dai condizionamenti sociali e consumistici, altrimenti Evviva il Grinch e la sua eterna depressione natalizia da odiare fino al Natale prossimo.

"Sono un pubblicitario, ebbene, sì, inquino l'universo; io sono quello che vi vende tutta quella merda, quello che vi fa sognare cose che non avrete mai: cielo sempre blu, ragazze sempre belle, una felicità perfetta, ritoccate con Photoshop, immagini leccate, musiche nel vento. Quando a forza di risparmi voi riuscirete a pagarvi l'auto dei vostri sogni, quella che ho lanciato nella mia ultima campagna, io l'avrò già fatta passare di moda. Io vi drogo di novità e il vantaggio della novità è che non resta mai nuova. C'è sempre una novità più nuova che la fa invecchiare, che fa invecchiare la precedente. Farvi sbavare è la mia missione. Nel mio mestiere nessuno desidera la vostra felicità, perchè la gente felice non consuma.
Frederik Van eeden (tratto dal suo libro Euro 13,89)
PS: il libro in questione non ha avuto successo, guardate il caso, perchè i libri belli non vendono, non li compra quasi nessuno perchè dicono troppe verità, mentre Frederik Van eeden con la pubblicità ha fatto una barca di soldi, nel libro dove rivela come li ha fatto è stato un flop .... quanto siamo assurdi noi esseri "umani". LA PUBBLICITÀ CREA BISOGNI FITTIZI, una volta creati le persone si sentono inferiori, è un meccanismo diabolico per infonderci compensazioni immaginarie senza le quali saremo liberi di trovare se stessi invece ci perdiamo nelle cose.

IL PEGGIORE VIRUS... L'IGNORANZA

In un villaggio c'era una forte epidemia che decimava la popolazione. Si sono tutti rivolti al vecchio eremita che intercedesse presso gli dei. Sommersosi in profonda meditazione gli dei gli chiedessero cosa volesse. "Perchè questa ingiustizia? stanno morendo in tanti, che karma devono pagare?". "La colpa è vostra, il virus lo avete creato voi. Ma sta per finire, moriranno soltanto altre 10 persone". L'eremita scese in piazza e comunicò a tutti la buona notizia. Passata una settimana sono morti 100, allora l'eremita adirato con gli dei cadde in preghiera per chiedere loro il perché della loro mancata parola. "Noi ti avevamo detto la verità, per il virus sono morti soltanto 10, gli altri 90 sono morti per la paura. Sei stato tu ad immettere un nuovo Karma con le tue notizie, lascia gli dei in pace, assumetevi la responsabilità delle vostre paranoie".

PS: Se hai deciso di vivere da pecora, non ti lamentare se il rumore del gregge
ti impedisce di sentire i passi del lupo.

La massa è priva di senso perchè in essa regna la quantità non la qualità; la massa è istinto brado non raziocinio elaborato; la massa non cerca ma trova immediatezza, la singolarità invece si affatica per differenziarsi e capirsi. Il buon vino si vende da solo, quello scarso ha bisogno di propaganda, donde la massa che vive della propaganda perchè non sa leggere.

GENTE DI MENTALITÀ APERTA O CREPATA?
Alcuni confondono l'apertura con la crepa
infatti spesso in questi forum chat e pagine
ci si aspetta un apertura mentale non indifferente invece... ti puoi trovare con delle persone con dei forti limiti di interazione, con delle rigidità mentali e fisiche,
persino dei finti moralisti con dei deliri di onnipotenza perbenista. Usano la ghigliottina del blocco o la segnalazione, quindi della violenza programmatica e despota di chi si nasconde dietro un nick o uno schermo anonimo, incapaci di un dialogo sereno e civile, di un "non mi piace" umano e sicuro di se stessi. E poi pregano per la guerra in medio oriente, piangono per il cagnolino abbandonato per strada e inorridiscono di fronte all'inquinamento ambientale (di cui loro inconsapevoli ne fanno parte).

« Quando io do da mangiare a un povero, tutti mi chiamano santo. Ma quando chiedo perché i poveri non hanno cibo, allora tutti mi chiamano comunista. »
Dom Hélder Pessoa Câmara
arcivescovo cattolico e teologo brasiliano.

Chi disprezza un povero
non conosce la sua miseria
per quanto essa sia piccola.
Credete che i poveri hanno bisogno di voi ricchi?
sbagliate... siete voi che avete bisogno dei poveri
per imparare cosa sia la vita nel suo valore più infinitesimale.

" ... dicono di ornare il loro aspetto esteriore. Ma se vuoi la mia opinione, lo fanno semplicemente per istinto, nella speranza di far rialzare il loro "valore interiore" di per sè nullo... "
- Gurdjieff - Racconti di Belzebù a suo nipote -

Dobbiamo stare distanti un metro da cosa? dal cervello per non capire che i vecchi pilastri non reggono più: la religione è politica (perchè Dio oggi è il Denaro), la politica è uno strumento economico (i governanti sono camerieri dei banchieri), l'economia è una bolla di sapone (la ricchezza non è più l'oro, una sedia, un vitello, un terreno ma il denaro oggi sono numeri chiamati azioni e fatti di carte elettroniche e titoli di Stato), in parole povere la nostra ricchezza, i nostri bene sono già ipotecati e quando loro lo vorranno ce li possono togliere via in un soffio. Attenti a non credere troppo facilmente ad una dottrina, se si espande facilmente ricordiamo che l'unica cosa che si espande in quel modo è il virus (l'ha fatto il cristianesimo nei primi secoli, l'ha fatto la rivoluzione industriale nel rinascimento, la scienza nell'illuminismo, oggi la tecnologia e, ahimè), se poi la dottrina oggi è diventata (mimetizzata) in un virus vero e proprio, allora si salvi chi può e chi ha orecchi per intendere che intenda.

"Gli idoli dell'uomo moderno avido, alienato sono la produzione, il consumo, la tecnologia, lo sfruttamento della natura. […] Quanto più ricchi sono i suoi idoli, tanto più l'uomo si impoverisce. Invece della gioia egli va in cerca di piacere e di eccitamento; invece di crescere cerca possesso e potere; invece di essere, egli persegue avere e sfruttamento; invece di ciò che è vivo sceglie ciò che è morto".
Erich Fromm

Io col tempo ho dato ragione alla mamma, oggi l'assistenza sociale le dà torto, ma per me vale più quello che mi ha fatto sentire lei che ciò che l'assistenza sociale vuole guadagnare con la tutele (affare economico) dei minori. Non parlo di maltrattamenti di minori, qui nessuno ha ragione a difendere un genitore abusivo, ma il protezionismo moderno contro qualsiasi tipo di sculacciata ai figli è, secondo me, una fobia psichica da curare. Gli esseri umani, come certi animali, non ragionano se non c'è una forza bruta che li metta di fronte ai loro limiti e penso che se questa forza bruta viene fatta con l'amore di un genitore è auspicabile nonchè necessaria. Direte che la forza bruta non fa ragionare... è anche vero, ma non sempre, perchè quando l'autorevolezza non funziona ci vuole l'autorità. Anche se non fa ragionare nei più dei casi si fermano come certi di fronte al semaforo o alcuni ladri in presenza del poliziotto.... chiamiamoli pure forze brute i poliziotti e i semafori, ma funzionano per una bella percentuale... ovvio c'è chi passa col semaforo in rosso e chi si fa arrestare perchè ruba davanti ad un poliziotto, ma qui siamo in presenza non più di animali ma peggio, qui la forza bruta è di fatto persino un fallimento, altro che successo. Resta il fatto che il permessivismo eccessivo di cui oggi siamo vittime è frutto di questa demonizzazione della punizione ai figli, due sberle non sono violenza, non sto parlando di pugni da pugilato, chi è genitore lo sa bene che due sculacciate le sentiamo più forti noi interiormente che loro esteriormente. Alcune persone restano animali comportamentali e ben si sa, gli animali hanno un solo mezzo per far capire che si infrange il loro territorio o limite: calci, schiaffi, pugni, morsi, urla... peccato che molte persone sono irraggiungibili con la parole e il dialogo autorevole, a loro tocca soltanto la violenza autoritaria da animali. 

io qui guardando il mondo come corre dietro il successo, come tutti parlano sempre della stessa roba e vanno negli stessi posti, litigano per le stesse cose e si ammazzano per avere un riconoscimento. Accetto pure che mi diano del superbo, sto benissimo !

L'ESSERE UMANO E' VUOTO QUANDO SI RIEMPIE DI NULLA
L'intelligenza è leggere dentro (inte legere), ma leggere dentro anche di noi stessi. A questo punto ci sono due intelligenze: la INFORMAZIONE e qui l'intelligenza va fuori di sè e si diventa istruiti, molto conoscitori di tante cose, ingegneri, matematici, filosofi, ecc... poi queste persone per quanto istruiti possono rivelarsi anche ignoranti a livello umano ecco perchè l'intelligenza deve rivolgersi all'interno di noi allora diventa FORMAZIONE e qui l'intelligenza non è soltanto razionale ma anche affettiva (collegata al cuore) riesce a comprendersi (non è soltanto il genio matematico che fa tutte le equazioni ma non sa fare due conti con i sentimenti della moglie e dei figli). Oggi viviamo in un mondo pieno di informazioni ma scarso di formazione, donde i veri intellettus (che sanno leggere dentro) sono pochissimi. Dalla informazione oggi nascono i PERSONAGGI, invece dalla formazione nascerebbero le PERSONALITA' e qui ripetiamo l'assioma: viviamo in un mondo pieno di personaggi con poca personalità. Il personaggio tu lo imiti esternamente (ti pettini come quel divo, ti vesti come quell'attrice, saluti come quel cantante rap, ecc...) invece la personalità la devi vivere interiormente (vivere la pazienza di Socrate, vivere la perseveranza di Ulisse, ecc..), il personaggio è un modo di avere cose, tendenze o mode, la personalità è un modo di essere ecco perché i miti antichi erano formativi, mente i nostri personaggi sono soltanto fonte di gossip e tendenze di mode superficiali. Se poi aggiungiamo la tragedia di un mondo che vive oggi sull'immagine degli schermi sollecitato ad interpretare ruoli fasulli (instagram , Tv, selfie, ecc...) è da aspettarci che le persone siamo proiettate all'esterno, alla superficialità, ben lontane dal formarsi dentro e dall'intellectus (leggere dentro).

“Vedo il momento in cui saremo per i robot cosa sono i cani per gli umani 
e io faccio il tifo per le macchine.”
Claude Shannon
A dire il vero ho paura di questa tecnologia così perfetta con la santa scusa che è al servizio dell'uomo, perchè vedo che tenderà comunque a fare a pezzi la psiche umana: si chiama Intelligenza Artificiale e  cerca di far apprendere ad un software la razionalità umana, ma questa ignora i sentimenti, le emozioni, non conosce il senso della morte e neppure la sensibilità del dolore, la parte quindi fondante della psiche umana (Il cuore), punta soltanto allo sviluppo della testa,  è stata programmata per questo scopo e quindi è un’arma, va classificata tra le nuove armi, come lo sono i worm, i malware, i virus informatici... etc. Quando guardo i miei figli me ne accorgo che loro sono nati con il cellulare in mano e preferiscono avere i libri dentro una chiavetta USB piuttosto che averlo in mano, io amo il libro di carta (materia) in mano e non ho paura che vada via la luce, loro si sento sicuri avendolo in un file ma quando non c'è wifi vanno in panico e la noia li attanaglia. Loro vogliono aprire le porte con riconoscimenti vocali io con il lucchetto e chiave in mano. Ridono di me perchè son vecchio ma se va via la luce io in casa entro, loro restano fuori con la porta chiusa bloccata da un software con un bug. Sta avendo luogo la più grande transizione nella storia dell'Umanità. Questa sarà l'era in cui informazione e materia saranno interscambiabili, l'umanità cambierà di più nei prossimi 30 anni che nei precedenti 300 anni. Guardando i miei figlioli vedo che la tecnologia li sta modellati a suo vantaggio, per loro è fichissimo questo modo dove per esempio il confine tra vita e morte diventa sempre meno chiaro (alla playstation loro muoiono centinaia di volte al giorno in un gioco, ma quando a scuola vengono bocciati una volta cadono in depressione). L’era digitale sta segnando una trascendenza riguardante il cervello biologico, lo rende sempre più vicino alle macchine privandoci di emotività (emozioni) e questo comporta una sempre più crescente valanga di nevrosi psicologiche. 

TUTTOLOGIA
Uno dei grandi problemi in internet è che la rete ha dato voce autorevole a qualsiasi imbecille, in rete tutto parlano di tutto come se fossero tutti degli esperti (io li chiamo i tuttologi). Se tu leggi il giornale tutti i giorni non per questo sei un giornalista, invece oggi basta che una persona legge un articolo di psicologia e si sentono psicologi. Leggono il significato simbolico di una carta del Tarot e subito diventano cartomanti. La prassi corretta è: ascoltare, informarsi (istruirsi) ed infine opinare, oggi è tutto il contario, subito si opina poi di nascosto si informano ed infine ascoltano quello che è rimasto e cioè le liti, le critiche, le polemiche, persino gli insulti.
Spesso non sento un trasmettere esperienze o conoscenze ma un attirare l'attenzione quindi l'affetto mancato. Sentiamo ovunque dei pifferai magici e questa nostra ammirazione collettiva (i topi) è la loro infezione che si portano appresso, ma non dimentichiamo come finisce la fiaba: il pifferaio finì per portare via il bambino interiore lasciando la città senza un futuro. 

DIO È MORTO, MA DOPO SENTIREMO LA SUA MANCANZA
Gli uomini hanno bisogno degli dei perché Dio è un garante, ti dà sicurezza, ti offre la speranza, ma quando Nietzsche profetizza la morte di Dio, l'uomo cade nella disperazione, perché se Dio è morto allora l'uomo è libero, deve crearsi la vita, deve autodeterminarsi in base alle sue azioni, l'uomo non è più quello che è ma quello che fa, qui il peso dell'esistenzialismo moderno ricade su di noi, l'uomo senza Dio è condannato ad essere libero, ma non sa cosa fare di quella libertà e infatti cade nell'anarchia mentale ed emotiva, da cui le conseguenze del mondo moderno sono la disumanizzazione (un riflesso dell'ateismo) perché non credere in Dio è lo stesso che non credere nell'uomo, è non credere in se stessi. In questa prospettiva, la vita diventa condanna e il vivere diventa nausea. Dopo il trionfo dell'ateismo, oggi l'uomo comincia a sentire la mancanza di Dio e ha un disperato bisogno (esistenzialista) di creare nuovi dei, nuovi idoli, nuove esperienze trascendentali, l'uomo ha solo dimostrato di non essere degno di fiducia, non sa essere il Dio del suo mondo, lo sta distruggendo.








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